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Manuela Manferlotti (dirigente scolastico istituto Manin Roma): «Come gestiremo le classi che avranno alcuni alunni in presenza e altri no?»

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Ottocento bambini circa che rientreranno sui banchi, una pandemia che morde segnando record negativi ogni giorno e una lunga serie di norme differenziate da applicare per arginare i contagi. Con queste premesse Manuela Manferlotti, dirigente scolastico dell’istituto Manin di Roma, come tanti sui colleghi, si prepara a riaprire i battenti. “Comincio con un grande sorriso ma anche con la consapevolezza che già il secondo giorno con ogni probabilità avremo i primi casi”.

Manferlotti, intanto, spiega di aver “acquistato le mascherine FFP2 per tutti i docenti” e di voler puntare molto sull’areazione degli ambienti. Come? “Finestre aperte e piumini”, risponde. Per il resto, da due anni nel suo istituto non sono mai mancati disinfettanti di ogni genere: “Abbiamo fatto scorte. Siamo ancora pieni”, conferma.

Ma c’è un punto delle nuova normativa per la gestione del Covid che preoccupa la dirigente (e non solo lei): “La scuola dovrà mandare in Dad i non vaccinati (la regola è prevista alle medie e alle superiori qualora si registrino più due contagi in una stessa classe, ndr). E temo che questo scatenerà un delirio da parte di chi è diffidente. Molti genitori, infatti, sono vaccinati ma possono avere ancora remore a vaccinare i propri figli”.

Oltre alla reazione delle famiglie, Manferlotti si interroga: “Se in una stessa classe l’80% degli alunni è in presenza e un altro 20% in Dad, come fa uno stesso docente a gestire entrambe le modalità di insegnamento contemporaneamente? L’orario di servizio non può essere spezzato”. Una difficoltà oggettiva per far fronte alla quale sta valutando di “riservare delle economie apposite del fondo di istituto”.

Quasi due anni fa, quando la pandemia da Covid-19 si affacciava in Italia e la comunità cinese veniva guardata con sospetto, proprio Manferlotti ricevette una visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Di Donato (scuola fortemente multietnica che fa parte dell’istituto comprensivo Manin) per dare “un messaggio di serenità”. Da allora è passato del tempo: il Covid ha contagiato tutto il mondo, si sono avvicendati lockdown, mini-lockdown, Dad, rientri in presenza e campagne vaccinali. La situazione di precarietà avvertita dagli operatori scolastici non è cambiata molto.

Ora per blindare la ripartenza si punta sui vaccinati, sulle mascherine FFP2, sul distanziamento da tenere in luoghi particolari come le mense, ma anche sui tamponi. “Speriamo bene…”, chiosa con un sorriso la dirigente.

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