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Giovanni Malagò, presidente FIGC: «Abbiamo perso quasi sei milioni di giovani, il calo demografico riduce il bacino della Nazionale»

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Il calo demografico entra tra le sfide strategiche del calcio italiano

Il calo demografico rappresenta una delle principali sfide per il futuro del calcio italiano. A sottolinearlo è il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, che in un’intervista esclusiva rilasciata a Dazn inserisce la crisi demografica tra i fattori che incidono direttamente sulla capacità della Nazionale di attingere a un bacino sempre più ridotto di giovani calciatori.

Nel corso dell’intervista, disponibile in vista della sfida Francia-Spagna, Malagò affronta numerosi temi, dalla sostenibilità economica dei club al rapporto tra Federazione e Serie A, passando per il calcio femminile, l’innovazione regolamentare e la lotta alla pirateria. Tuttavia, è il riferimento alla denatalità e alla riduzione della popolazione giovanile a delineare uno dei passaggi più significativi per il futuro dell’intero movimento calcistico.

“Abbiamo perso quasi sei milioni di giovani”

Analizzando la base del movimento calcistico italiano, Malagò richiama l’attenzione sulla trasformazione demografica che sta interessando il Paese.

«Abbiamo perso quasi sei milioni di persone nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, quella che rappresenta il principale bacino potenziale per una Nazionale. Questo è dovuto sia al calo demografico sia al fatto che sempre più giovani scelgono di praticare altri sport.»

Secondo il presidente della FIGC, la riduzione della popolazione giovanile si accompagna infatti a un cambiamento delle preferenze sportive, restringendo ulteriormente il numero di ragazzi che si avvicinano al calcio.

I tesserati crescono, ma cambia la composizione del movimento

Nonostante questo scenario, Malagò evidenzia come il numero complessivo dei tesserati non abbia subito una contrazione.

«Nonostante ciò, il numero dei tesserati non solo è rimasto stabile, ma è addirittura cresciuto grazie all’ingresso del calcio a 5, del calcio femminile, del beach soccer.»

Una crescita che, secondo quanto spiegato, deriva dall’ampliamento delle discipline federali e non dall’aumento della popolazione giovanile disponibile.

La sfida è ricreare appeal tra i giovani

Per il presidente federale, il nodo centrale consiste nel rendere nuovamente il calcio attrattivo per le nuove generazioni.

«Oggi, però, la vera sfida è ricreare appeal, alimentando quel fenomeno emulativo che spinge i ragazzi ad avvicinarsi a uno sport. Se c’è un Sinner che vince, è più probabile che un giovane dica: “Voglio giocare a tennis”. Allo stesso modo, se alle Olimpiadi di Milano Cortina arrivano risultati straordinari, è naturale che gli sport invernali diventino più interessanti.»

Il riferimento è al cosiddetto effetto emulazione, cioè alla capacità dei grandi risultati sportivi di influenzare le scelte delle nuove generazioni.

La valorizzazione dei talenti italiani tra le priorità della FIGC

Nel delineare gli obiettivi del nuovo corso federale, Malagò inserisce la valorizzazione dei talenti italiani tra le priorità insieme alla sostenibilità economica dei club, al rapporto tra calcio e istituzioni, all’evoluzione della Serie A, alla crescita del calcio femminile e all’integrazione del calcio come strumento sociale e culturale.

«A me sembra che ci sia uno stimolo a far bene, uno stimolo aggiuntivo particolare da parte delle persone. Sanno che è una sfida e serve assolutamente autocoinvolgersi. Io farò di tutto per farli sentire parte di qualcosa di importante.»

Le altre sfide: club, pirateria e innovazione

Malagò conferma inoltre che Paolo Maldini rappresentava il “piano A” per il ruolo di direttore tecnico e sottolinea la volontà di condividere le decisioni strategiche con il Club Italia.

Sul fronte della pirateria, il presidente della FIGC ribadisce la necessità di rafforzare il contrasto al fenomeno.

«La Lega si è spesa moltissimo, la politica è scesa in campo. So che chi ha acquisito i diritti è la prima vittima. Ho visto numeri sulla pirateria davvero assurdi. Io mi aggiungerò, con quelle che sono le mie capacità gestionali, relazionali e con delle idee, per fare in modo che, se non del tutto, almeno in buona parte questo problema della pirateria finisca davvero.»

Infine, parlando dell’evoluzione del gioco, Malagò si dice favorevole alle innovazioni che aumentano lo spettacolo senza snaturare il calcio e sostiene l’introduzione di sanzioni contro la simulazione e contro le perdite di tempo.

Calcio femminile: una base ancora da ampliare

Tra i temi affrontati figura anche il calcio femminile, sul quale Malagò riconosce i progressi compiuti grazie all’introduzione del professionismo nella Serie A.

«Se nel calcio maschile si deve consolidare una situazione che c’era e che oggi sta rischiando di depauperarsi, sul femminile la devi conquistare.»

Secondo il presidente federale, resta quindi fondamentale ampliare ulteriormente la base delle praticanti, seguendo l’esempio di altri Paesi dove il calcio femminile è radicato già nelle scuole e nelle università.

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