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Macron: «Siamo travolti dal virus». La Merkel: «Non sappiamo da dove provengano i contagi». L’Europa chiude tutto tranne scuola e lavoro

La seconda ondata del Covid picchia duro in Europa e via via i Paesi sono costretti a introdurre nuove misure, sempre piu’ dure, fino a tornare al temuto lockdown, come ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron.

Il coronavirus guadagna terreno velocemente: nel Vecchio Continente, attuale epicentro della pandemia, i decessi sono aumentati del 44% in una settimana.

Da qui, il giro di vite decretato in diversi Paesi, a cominciare dalla Germania dove la cancelliera Angela Merkel ha annunciato un lockdown soft nazionale per un mese a partire dal 2 novembre: chiusi ristoranti e bar, ma anche palestre, cinema e teatri; limiti rigorosi alle riunioni tra persone, annullati tutti gli eventi pubblici.

Rimangono aperte le scuole, gli asili, le attivita’ commerciali e i parrucchieri.

La misura si e’ imposta dopo che, nelle ultime 24 ore, nel Paese sono stati sfiorati i 15 mila nuovi contagi giornalieri, record assoluto dall’inizio della pandemia.

La situazione in Francia e’ ancora piu’ grave, tanto da costringere il presidente Macron a scegliere la strada finora evitata a tutti i costi, il ritorno al lockdown nazionale.

La misura entrera’ in vigore venerdi’ fino almeno al 1 dicembre, ha spiegato in diretta tv, precisando che asili, medie e scuole superiori resteranno aperti, tutte con protocolli sanitari rafforzati, mentre l’universita’ passera’ alla didattica a distanza; aperti anche i cimiteri e saranno ammesse visite alle case di cura.

La misura non tocchera’ uffici pubblici, aziende agricole, fabbriche e il settore delle costruzioni; vietati invece gli assembramenti pubblici cosi’ come le riunioni private.

Nuove misure restrittive anche in Svizzera dove le autorita’ hanno deciso la chiusura di locali e discoteche mentre bar e ristoranti potranno restare aperti, ma solo fino alle 23. Saranno inoltre vietati gli eventi con oltre 50 persone e verra’ esteso l’obbligo di indossare la mascherina, che dovra’ essere portata anche sul posto di lavoro se non e’ possibile mantenere la distanza di sicurezza di 1,5 metri.

In Spagna sono stati contati quasi 20 mila nuovi casi e si allunga la lista delle regioni costrette alla chiusura (al momento sono sei): se il governo centrale lo consentira’, la regione di Madrid chiudera’ i suoi confini nei due ponti previsti per Ognissanti (da venerdi’ a lunedi’) e per le celebrazioni della patrona cittadina il 9 novembre.

Proposto invece il lockdown senza interruzioni, fino al 9 novembre, per la Castilla-La Mancha e Castilla y Leon.

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