Il Giubileo è un esempio di come si possono fare bene le cose nel mondo economico, istituzionale e sociale se si condivide un obiettivo.
“Il successo del Giubileo della Speranza da ogni punto di vista deriva da questo.
I romani ci hanno creduto, le imprese hanno lavorato, le amministrazioni hanno valorizzato le responsabilità che avevano.
Roma è stata sicura, è stata accogliente e questo ha permesso di superare la prova.
Mantenere quello che è stato chiamato ‘metodo Giubileo’ anche per altri obiettivi è la strada per guardare con fiducia il 2026 e gli anni a seguire”.
A parlare è Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma.
Con Roma Sette traccia la via dello sviluppo della capitale partendo dai risultati di un recente report dell’ente che fotografa un’economia in movimento.
C’è ottimismo, un “sentiment positivo”, sui dati del 2025 e fiducia per il 2026.
“Gran parte delle imprese, che come è noto a Roma sono piccole, piccolissime, intendono investire nel 2026, in particolare nel settore dell’innovazione” – afferma Tagliavanti – “Questo vuol dire che sono imprese che hanno accettato la sfida dell’innovazione e quindi della competizione”.
Il presidente della Camera di Commercio non nasconde che ci sono anche due elementi di preoccupazione.
Il primo riguarda il fatto che il 51% delle imprese teme l’impatto negativo della fine dei fondi del Pnrr e si domanda se l’economia romana sarà in grado di resistere.
Per Tagliavanti questa “deve dimostrare di aver fatto un salto di qualità, di essere un’economia migliore di quella del pre-Pnrr.
Le condizioni ci sono tutte, perché il Piano ha fatto una serie di investimenti anche nel settore del digitale, del miglioramento delle infrastrutture, del miglioramento della città. C’è buona aspettativa”.
Altro elemento di preoccupazione è la geopolitica.
L’aumento del costo dell’energia, delle materie prime e possibili condizionamenti sui flussi turistici impensieriscono le piccole imprese.
“È stato un anno di grandi turbolenze internazionali” – sottolinea Tagliavanti – “Pensiamo ai dazi, oltre che alle guerre, ma l’economia romana se l’è cavata bene in termini di crescita di imprese, di occupati, dell’export in cui proprio nel 2025 abbiamo registrato i migliori risultati.
È la dimostrazione che la nostra economia è in grado di adattarsi alle varie situazioni”.
Pensando alle imprese che nel 2026 non intendono fare investimenti nell’innovazione, il presidente della Camera di Commercio è categorico.
“Devono comprendere che o si è innovativi o si muore. Bisogna avere un minimo di informazione digitale”.
A tal proposito la Camera di Commercio ha annunciato un investimento di 50 milioni di euro per un centro di calcolo all’avanguardia.
“Dotare una città grande e importante come Roma di un super computer” – riflette – “significa metterlo a disposizione della pubblica amministrazione, che sarà più efficiente, più efficace, cosa che crea un sistema economico più funzionale, e a disposizione della ricerca e dei sistemi delle imprese.
Questo apporterà benefici non solo per le piccole imprese, ma anche per i cittadini”.
Da maggio scorso è possibile “dialogare” con gli assistenti virtuali della Camera di Commercio anche attraverso WhatsApp.
Saranno ora promossi bandi per il digitale in collaborazione con le associazioni di categoria, per “permettere alle piccole imprese di fare investimenti.
Ciò significa non solo acquistare macchinari ma soprattutto riprogettare la propria azienda in termini digitali e di formazione”.
Altra priorità annoverata da Tagliavanti è l’internazionalizzazione, da sviluppare con la Regione.
“Il Lazio” – dice – “negli ultimi anni ha notevolmente rafforzato l’export. Questa tendenza va incoraggiata”.
Motivo di preoccupazione è anche il solo 29% delle aziende che ritiene di fare investimenti su tematiche ambientali.
“Lo considero un errore” – afferma tranchant – “ma purtroppo è frutto anche di un dibattito più generale che tende a mettere questo tema un po’ in secondo piano”.








