Per l’Ocse l’Italia ha bisogno un “aggiustamento di bilancio di grandi proporzioni e sostenuto nel tempo per parecchi anni” per mettere il rapporto debito/Pil su una traiettoria discendente e al tempo stesso andare incontro alle esigenze di spesa legate all’invecchiamento della popolazione. Le ricette non hanno nulla di nuovo (combattere l’evasione, fare una seria spending review e contenere la spesa per pensioni). Ciò che è un in parte nuovo è il tono: molto più perentorio di quello degli ultimi anni.
Naturalmente, l’Ocse non fa che prendere atto della realtà: il debito pubblico è cresciuto negli ultimi anni e, per di più, per via principalmente del superbonus 110%, è previsto in crescita nei prossimi anni dall’Ocse così come dal Ministro Giorgetti. Ma, assieme alla realtà, è cambiato anche il pensiero di tanti economisti.
Come ha scritto su Project Syndicate Ken Rogoff, professore di Harvard ed ex capo economista del Fondo Monetario, è finita l’epoca del pensiero magico sul debito pubblico, ossia l’epoca in cui tanti si illudevano che il debito fosse un pasto gratis perché i tassi di interesse erano vicini a zero o addirittura negativi. In effetti, quando i tassi di interesse sono negativi – o anche semplicemente inferiori al tasso di crescita dell’economia – il debito non grava sulle future generazioni, ma sui risparmiatori che detengono il debito; con i tassi negativi emettere debito è un investimento redditizio. A patto però che il debito possa essere rinnovato a tassi negativi o comunque molto bassi per un tempo indefinito.
Come ha scritto Rogoff, è davvero strano che tanti economisti in questi anni, anche nelle istituzioni internazionali più blasonate, si siano illusi e soprattutto abbiano illuso i politici – che non aspettavano altro – che questo potesse essere il caso. Ora la realtà è tornata a bussare alla porta dei teorici del “free lunch” e soprattutto della politica. E la verità è che l’Italia deve iniziare di nuovo un lungo e difficile cammino di risanamento del bilancio, molto simile a quello che intraprese con un certo successo negli anni novanta. Sperando che basti.








