Le imprese con gli assetti proprietari dinamici, quelle che frammentano o concentrano la proprietà nel corso degli anni, ottengono risultati migliori di quelle che mantengono la stessa struttura nel tempo. A rivelarlo è l’ultima edizione dell’Osservatorio Imprese del Corporate Governance Lab di Sda Bocconi School of Management, supportato dai partners PwC TLS, Banca Generali e Nuo S.p.A.
In Italia le imprese che tra il 2014 e il 2022 hanno aumentato il grado di concentrazione della proprietà hanno registrato una crescita dei ricavi più alta di 13 punti percentuali rispetto a quelle che l’hanno ridotto e di ben 19 punti percentuali rispetto a quelle che hanno mantenuto la stessa struttura per l’intero periodo. In quasi dieci anni, la metà delle imprese con almeno un socio ha concentrato la proprietà (501 su 1.296 totali), una buona parte ha mantenuto l’assetto stabile (669), mentre una piccola parte l’ha frammentato (126). Ancora, solo 109 imprese hanno costituito una holding di controllo, con un peso maggiore delle aziende più grandi. Invece, fattori come l’età degli azionisti e il genere non sembrano pesare troppo su questo tipo di decisione.
Ma qual è l’effetto sui bilanci? Se le società che hanno mantenuto lo stesso assetto proprietario hanno registrato una crescita media cumulata dei ricavi di vendita pari al 34,9%, quelle che hanno ridotto la concentrazione sono cresciute del 40,2%, mentre quelle che l’hanno aumentata sono arrivate al 53,4%. “Si tratta di un dato in chiaro-scuro”, commenta Alessandro Minichilli, Direttore del Corporate Governance Lab.
“Da un lato, le imprese sembrano trarre un vantaggio di chiarezza dalla concentrazione della proprietà, con vantaggi in termini di performance; dall’altro i dati confermano una certa difficoltà a favorire la naturale frammentazione della proprietà nel tempo, anche probabilmente per una difficoltà a disegnare sistemi di governance più sofisticati. Modifiche nella proprietà hanno effetti anche sulla governance. Per misurare questo fattore, il Laboratorio ha sviluppato un Corporate Governance Index e i risultati “confermano in positivo la correlazione diretta tra assetti proprietari dinamici e buoni risultati finanziari”, afferma Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali.
“Si tratta di un concetto che si rende sempre più evidente nei nostri quotidiani confronti con gli imprenditori sul territorio e che ci ha spinti a sviluppare un intero modulo di consulenza ad hoc per i nostri clienti-imprenditori”. Alla presentazione dell’Osservatorio è intervenuto per B.Generali Marzio Albonico, responsabile servizio family protection & planning di Banca Generali e presidente di Generfid, società fiduciaria del gruppo Banca Generali – Main Partner Osservatorio Imprese CG Lab.








