Lo studio di Federbeton: «Subito nuovo piano strategico per le infrastrutture, per una nuova spinta competitiva»

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Una rete infrastrutturale più efficiente in Italia riuscirebbe a stimolare gli investimenti, aumentando del 20 per cento la ricchezza nazionale, grazie alla ricaduta positiva su alcuni settori strategici. È questa la stima effettuata da uno studio realizzato da Federbeton, la federazione di Confindustria che rappresenta le associazioni della filiera del cemento e del calcestruzzo.

L’emergenza sanitaria, notano gli esperti della Federazione, ha portato a un blocco della produzione che non si registrava dall’ultima guerra. Per la ripartenza dell’economia sarebbe necessario investire affinché l’Italia possa vivere una ripresa rapida ed efficace, che non si limiti a riportare il Paese ai livelli pre-pandemia, ma riesca ad avviare una nuova fase di crescita. Così come sottolineato anche da Carlo Colaiacovo, consigliere di Aitec, l’associazione che all’interno di Federbeton rappresenta il settore del cemento.

«Le costruzioni sono un mezzo per rimettere in moto la macchina, attraverso le infrastrutture del Paese. In questi anni il comparto delle costruzioni ha avuto delle difficoltà enormi, basta pensare che in un decennio abbiamo perso grandi volumi: il consumo di cemento è passato da 47 a 17 milioni di tonnellate, con una grandissima razionalizzazione delle fabbriche. Ecco perché credo che nel momento in cui si programma la ripartenza, bisognerebbe mettere prima in evidenza le difficoltà che ci sono state in questi anni per capire come e dove intervenire».

Gli studi Federbeton evidenziano la mancanza del tanto discusso piano strategico per le infrastrutture del Paese, così come ribadito ancora da Colaiacovo. «Noi riteniamo che l’Italia debba essere vista nella sua globalità, il nord in questo momento ha una marcia in più, ma noi dobbiamo fare in modo che ci sia una modernizzazione complessiva, grazie a nuove reti ferroviarie e autostradali che siano in grado di assicurare a tutto il territorio una nuova spinta competitiva».

Tutto ciò, sottolinea la Federazione, anche alla luce del Recovery Fund. «Le opere finanziate con queste risorse dovranno essere pronte entro il 2026, finite e rendicontate. Ma se non si interviene sul “sistema Italia”, vi è il rischio che non si facciano nemmeno i progetti esecutivi e tutto il Paese perderà una grande occasione».

Federbeton propone di puntare sulle opere di cui le comunità e le imprese hanno bisogno, completando la rete e riqualificando l’esistente. Secondo la federazione, bisogna agire sulle procedure per renderle più rapide ed efficaci, mantenendo ben saldi i principi di trasparenza e legalità. Sarà necessario supportare inoltre il sistema imprenditoriale affinché possa esprimere appieno le proprie potenzialità e operare scelte consapevoli e coraggiose, fondate su argomenti condivisi, con chiari benefici per tutta la collettività.

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