Lo scenario peggiore per i mercati è quello di una significativa escalation nel conflitto in Medio Oriente con la possibile decisione da parte di Israele di attaccare target strategici per l’economia iraniana o strutture del settore petrolifero (Kharg Island OilTerminals, Bandar Abbas port, etc).
Lo ha detto Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.
“Mentre Israele potrebbe avere un vantaggio superiore militarmente – ha sottolineato- l’Iran potrebbe sfruttare il suo vantaggio geografico per interrompere la rotta di navigazione chiave nello Stretto di Hormuz, che è strategico per il mercato del petrolio a livello globale.
Nello scenario peggiore i prezzi del petrolio potrebbero salire alle stelle e complicare notevolmente gli scenari macroeconomici anche per le banche centrali globali, in un momento in cui gli istituti centrali si stanno dirigendo verso una modalità di allentamento sulla base del fatto che i rischi di inflazione si sono attenuati notevolmente”, ha evidenziato.
“Tutti gli asset più rischiosi hanno sofferto per l’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente – ha continuato – questo è il secondo attacco dell’Iran quest’anno (il primo in aprile). Esiste una preoccupazione tra gli investitori in attesa della risposta di Israele. Finora il danno complessivo a Israele sembra molto limitato.
La mossa dell’Iran sembra molto una rappresaglia (come quella di aprile) e non ci dovrebbe essere un ulteriore escalation da parte di Teheran, ha sottolineato.
Riteniamo – ha continuato – che la rappresaglia da parte di Israele possa essere moderata, con l’intenzione di inviare una risposta agli attacchi dell’Iran ma non di intensificare significativamente il conflitto, rispecchiando potenzialmente situazioni come quella dell’aprile 2024.
Se i media statali iraniani dovessero minimizzare qualsiasi rappresaglia di Israele, ciò potrebbe vedere i rischi geopolitici svanire, il che potrebbe portare sollievo sui mercati.








