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L’Europa riduca la dipendenza dai sistemi di pagamento USA | Lo scenario del Financial Times

L’Europa deve “urgentemente” ridurre la sua dipendenza dai gruppi statunitensi come Visa e Mastercard che gestiscono una grossa fetta degli strumenti di pagamento digitale.

Il loro dominio sul mercato, infatti, potrebbe essere sfruttato come arma se le relazioni transatlantiche dovessero deteriorarsi.

A lanciare l’allarme, riporta il Financial Times, l’European Payments Initiative, il consorzio di 16 banche e società di servizi finanziari europee.

“Siamo fortemente dipendenti dalle soluzioni” di pagamento “internazionali”, argomenta Martina Weimert, amministratore delegato di Epi.

La dirigente sottolinea che “abbiamo ottime risorse nazionali come i circuiti di carte” di pagamento ma non abbiamo nulla di transfrontaliero.

Poi ha chiosato: “Se diciamo che l’indipendenza è così cruciale, sappiamo tutti che è una questione di tempistica, dobbiamo agire con urgenza”.

L’Epi, che include tra le altre BNP Paribas, Deutsche Bank, Credit Agricole, Sparkassen e Nexi – nel 2024 ha lanciato un’alternativa europea ad Apple Pay chiamata Wero.

Il sistema di pagamenti digitali riferisce di avere al momento 48,5 milioni di utenti in Belgio, Francia e Germania, con l’intenzione di espandersi ai pagamenti online e in negozio entro il 2027.

“Una profonda integrazione ha creato dipendenze di cui si potrebbe abusare quando non tutti i partner sono alleati”, ha avvertito Mario Draghi, ex presidente della BCE, in un recente discorso.

“L’interdipendenza, un tempo vista come una fonte di reciproca moderazione, è diventata” – ha sottolineato – “una fonte di influenza e controllo”.

La BCE ha affermato che le iniziative del settore privato, tra cui un precedente piano dell’EPI per lanciare un sistema di carte concorrente, “hanno mostrato la difficoltà di scalabilità”, con un portavoce che ha sottolineato come “gli attori coinvolti facciano fatica ad allinearsi su standard comuni”.

La banca centrale sta promuovendo l’euro digitale per effettuare pagamenti in tutta l’Eurozona, al fine di rafforzare la sovranità monetaria del blocco.

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