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Leggere è sexy se lo fai in pubblico, ma speriamo non sia solo una moda | L’intervento di Giuseppe Coco

Si diffondono in varie città curiose iniziative di lettura pubblica (ovvero privata ma in pubblico) in bar specializzati.

L’idea è che chi partecipa va nel bar essenzialmente per leggere quindi sono banditi i cellulari, devono obbligatoriamente essere spenti, e anche presumo le attività chiassose.

Ovviamente la prima curiosità nasce dall’osservazione delle motivazioni per cui si deve andare in un luogo pubblico a leggere.

E qui sorgono due possibili spiegazioni di segno opposto.

Una è che lo si fa per prendere un impegno vincolante, perché è diventato sempre più difficile isolarsi per un tempo sufficiente a concentrarsi su un libro, operazione che, salvo capacità prodigiose, richiede almeno mezzora senza interruzioni.

Peraltro, ogni (vero) lettore sa che il piacere della lettura aumenta col tempo consecutivo dedicato all’oggetto, e in più una continuità è necessaria anche per ragioni di memoria.

L’eccessiva frammentazione della lettura, tipico effetto della frammentazione dell’attenzione dei nostri tempi, implica la mancanza di profondità.

In questa prospettiva il bar offre la possibilità di ‘legarsi le mani’ rispetto alle distrazioni, le regole lo impongono.

Esiste anche una altra possibile spiegazione, molto meno benevola ovviamente.

Che si vada in questi bar non per leggere, ma per essere visti mentre si legge.

Così l’attività più privata e quella nella quale dovremmo essere più soli (con l’autore e/o i protagonisti al massimo) per abbandonarci a noi stessi, diventa anch’essa un fatto pubblico.

Se poi lo scopo è proprio quello di affermare la propria qualifica di lettore, allora diventa addirittura non solo pubblica, ma addirittura esibizionistica.

Qualcuno potrebbe obiettare che i luoghi pubblici in cui leggere sono sempre esistiti, le biblioteche.

Vero, ma queste avevano un senso quando i libri erano preziosi, costosi, e non disponibili universalmente.

Mentre oggi, chi vuole, ha accesso a capolavori del passato a costo bassissimo, anzi in molti casi letteralmente zero.

La risorsa scarsa è diventata il tempo da devolvere a quella attività e soprattutto il desiderio.

Va detto che persino questo canale e con queste imperfezioni può essere accettabile se servirà a rilanciare l’abitudine a spegnere il cellulare e fermarsi almeno su una pagina scritta.

E tutto sommato non è male l’idea che leggere sia sexy, visto che desideriamo essere guardati mentre leggiamo.

Basta che poi lo sia davvero.

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