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Lavoro, donne e fecondità non si contraddicono | L’analisi di Fabio Panetta, governatore Banca d’Italia

“Occupazione femminile e fecondità non sono in contraddizione. Al contrario, possono rafforzarsi reciprocamente, come mostra l’esperienza dei paesi con i più alti tassi di partecipazione delle donne al mercato del lavoro”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico 2025-26 dell’Università degli Studi di Messina.

In Italia, ha rilevato “il tasso di fecondità nel 2024 è sceso al minimo storico di 1,18 figli per donna; valori simili erano stati osservati a metà degli anni novanta. La drastica riduzione del numero di donne nate in quegli anni, e oggi in età riproduttiva, rappresenta la principale causa del recente calo delle nascite, che risultano attualmente circa 170.000 in meno rispetto a trent’anni fa”.

“Le scelte di genitorialità sono influenzate da fattori di natura sia culturale sia economica. Tra di essi vi sono la maggiore attenzione all’autonomia personale e all’autorealizzazione, la percezione che avere figli possa nuocere alla carriera e le difficoltà nel trovare soluzioni abitative adeguate. Sono elementi comuni a molte economie.

Da noi, tuttavia, la situazione è complicata dalla carenza di adeguati servizi e politiche per l’infanzia, dall’instabilità lavorativa dei giovani” – ha proseguito – “e dalla persistente disparità nella divisione dei compiti di cura, che continuano a gravare prevalentemente sulle donne”.

“Le politiche pubbliche possono attenuare il declino della natalità, pur sapendo che i loro effetti si manifesteranno solo nel medio e lungo periodo. Gli interventi in questa direzione costituiscono investimenti ad alto rendimento sociale. È il caso dei servizi educativi per la prima infanzia, che migliorano il percorso formativo dei bambini e facilitano la partecipazione di entrambi i genitori al mercato del lavoro”.

“Occupazione femminile e fecondità non sono in contraddizione. Al contrario” – ha detto ancora Panetta“possono rafforzarsi reciprocamente, come mostra l’esperienza dei paesi con i più alti tassi di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. In Francia, ad esempio, i livelli di fecondità sono da anni superiori ai nostri, pur a fronte di una partecipazione femminile più elevata di 13 punti.

Un legame positivo emerge anche in Italia: le regioni in cui la partecipazione delle donne è più alta sono anche quelle con i livelli di fecondità più elevati”.

“Anche gli interventi monetari di sostegno al reddito contribuiscono ad alleviare i costi legati alla crescita dei figli, soprattutto per le famiglie meno abbienti, pur avendo in media un impatto più contenuto sulla fecondità. Negli ultimi anni in Italia sono state adottate misure significative in tal senso: dal bonus asili nido alla riforma dell’assegno unico universale, che ha aumentato le risorse disponibili per le famiglie con figli e semplificato il sistema.

Più di recente sono stati effettuati ulteriori interventi, tra cui una decontribuzione per le donne con più figli e l’estensione dei congedi parentali. Altro resta da fare” – ha aggiunto il governatore – “in particolare per rafforzare gli strumenti esistenti e potenziare la rete degli asili nido, mantenendo scelte di bilancio che non compromettano il percorso di riduzione del disavanzo già avviato”.

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