La “netta divaricazione” creatasi negli ultimi anni tra l’inflazione generale e l’inflazione dei beni alimentari ha spinto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad avviare un’indagine conoscitiva sul ruolo della Grande Distribuzione Organizzata nella filiera agroalimentare.
I dati, secondo l’Antitrust, impongono un approfondimento da parte dell’Autorità, visto che tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentare sono cresciuti del 24,9%, ben oltre (lo scarto è di circa 8 punti percentuali) rispetto all’inflazione che ha riguardato l’indice generale dei prezzi al consumo, pari al 17,3%.
Una dinamica che secondo la stessa Antitrust è stata affrontata dai produttori agricoli, che spesso lamentano una bassa crescita dei propri ricavi, e che quindi pone la necessità di affrontare un eventuale “forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata”.
Esultano le associazioni dei consumatori, a partire dal Codacons, che sottolinea di lanciare da mesi “l’allarme sui rincari alimentari che si stanno abbattendo sulle famiglie italiane”.
Questi valgono, secondo l’associazione, rincari da 1.404 euro annui per la famiglia ‘tipo’ rispetto alla spesa media alimentare del 2021.
Il Codacons sottolinea come anche dopo la fine degli effetti emergenziali legati al caro-energia e allo scoppio della guerra in Ucraina, i rincari “non sono rientrati, e i listini non sono tornati alla normalità”.
Di “abnormi rincari”, che hanno costretto “una famiglia su tre nell’ultimo anno a tagliare la spesa per cibi e bevande”, commenta invece Assoutenti, per il cui presidente Gabriele Melluso “le famiglie italiane spendono sempre di più per un carrello sempre più vuoto”.
Il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, parlando con LaPresse ha affermato che “risponderemo all’Antitrust fornendo tutti i chiarimenti rispetto ai punti che l’Autorità ha indicato come elementi di approfondimento”.
“Siamo un settore trasparente e riteniamo di aver operato in questi anni a sostegno del Paese e dei cittadini e anche delle filiere produttive”, ha sottolineato.
Buttarelli ha spiegato che “le imprese della distribuzione moderna hanno operato in questi anni come barriera contro l’aumento dei prezzi, partecipando anche al trimestre tricolore al quale eravamo stati chiamati nel momento di picco dell’inflazione e che ha visto le nostre imprese fare sempre la loro parte. Il nostro è un settore estremamente competitivo al suo interno e questo è la miglior garanzia per i consumatori. Un settore che ha fatto e continua a fare il massimo degli sforzi possibili per limitare i trasferimenti di aumenti di prezzo al consumo.”
Inoltre, “non ci sono solo le componenti di prodotto, ma ci sono anche componenti di costo. Il nostro è un settore fortemente energivoro, ma non riconosciuto come tale, anche se abbiamo subito in questi ultimi tempi grandi pressioni anche sui costi energetici.”








