«Nel settore della mobilità sta cambiando tutto. Entro il 2050 le fonti fossili non si posso più usare, vuol dire che bisogna ripensare tutto ciò che muove le persone, le cose». Così da Torino il leader della Cgil, Maurizio Landini, concludendo la manifestazione promossa a livello nazionale con Cisl e Uil per chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti.
«Cambiano i contenuti dei prodotti, non a caso oggi si parla di auto elettrica, di auto a idrogeno, di auto ibrida ed è così anche per gli autobus, per i treni, per tutto quello che si muove», ha aggiunto Landini che si è chiesto: «cosa facciamo? Lasciamo fare alle grandi imprese e al mercato o, visto che si sta investendo, ci poniamo il problema di creare quelle competenze, quella formazione, quel lavoro?».
«Noi abbiamo davanti un tema secco» ha osservato il leader della Cgil «nei prossimi anni i soldi che l’Europa ha detto che possiamo spendere per comprare i treni, gli autobus, le auto elettrici, li usiamo per comprare quelli fatti in Cina e fuori dall’Italia o ci organizziamo per essere capaci noi di produrre nel nostro Paese quelle attività. Non è sovranismo questo perché noi abbiamo le intelligenze, le competenze per poterlo fare, anzi possiamo farlo meglio di altri ed essere un Paese che insegna anche ad altri cosa vuol dire la sostenibilità ambientale e sociale».








