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La UE cerca i soldi per aiutare Kiev | L’analisi di Stefano Micossi

La presidente della Commissione europea Von der Leyen torna alla carica con una nuova proposta per aiutare gli acquisti di armi da inviare all’Ucraina. Ne hanno discusso anche i ministri delle finanze del G7. L’idea è di utilizzare gli utili prodotti dalle attività finanziarie russe detenute in Europa (in massima parte in Belgio). I maggiori paesi europei si sono finora opposti al sequestro delle attività patrimoniali, che probabilmente violerebbe la legge internazionale sulle proprietà detenute all’estero. Se sia meno illegale, o addirittura legale, appropriarsi degli utili resta discutibile.

Stiamo comunque parlando di cifre non molto importanti,  forse 3 miliardi di euro su attività russe dell’ordine di 200 miliardi. La Commissione ha annunciato la pubblicazione di una sua comunicazione in merito in un paio di settimane. La discussione su questo tema rivela di nuovo le difficoltà di coprire le spese per gli aiuti militari a Kiev, alle quali l’Unione contribuisce con un apposito Fondo, anch’esso bloccato dai disaccordi tra i paesi membri sulle spese da finanziare. Certo, nel complesso la posizione dell’Unione non appare al momento molto coesa, mentre Kiev denuncia scarsità crescenti di materiale bellico e il Congresso americano tiene bloccate le sue decisioni.

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