“Parlamento abbiamo presentato un rapporto che dice una cosa semplice, ma scomoda: il SSN in Italia è universalistico sulla carta, ma non sempre nei fatti”.
Lo spiega l’economista Leonardo Becchetti.
“Su oltre 8 milioni di dichiarazioni fiscali (2019–2024) emergono segnali robusti di un fenomeno strutturale: razionamento sanitario implicito. Non esclusioni formali, ma rinunce, lunghissime file d’attesa che inevitabilmente spingono verso la sanità privata per la quale però non tutti hanno le stesse disponibilità economiche.
Tre evidenze che colpiscono
Spesa zero: Tra i redditi più bassi, oltre la metà dichiara zero spesa sanitaria privata. Nei redditi più alti la quota scende sotto il 20%. E il dato diventa drammatico tra gli anziani poveri, proprio dove i bisogni sono maggiori.
Spesa media: un gradiente netto: La spesa sanitaria non equa (al netto dei ticket) è più che tripla nei redditi alti rispetto ai redditi bassi (la differenza arriva a 2000 euro tra ricchi e poveri per gli over 80). Anche la spesa farmaceutica segue lo stesso gradiente: ~100 euro annui nei redditi bassi contro oltre 300 in quelli elevati. E questo nonostante i redditi più bassi dichiarano tre volte più patologie in media dei redditi più alti.
Non solo quantità: anche qualità: Chi ha meno risorse compra meno farmaci e spende meno per singolo scontrino. Tradotto: rischio concreto di rinunce a terapie più costose o continuative.
Covid come amplificatore: Nel 2020 la spesa privata crolla, ma il recupero successivo è diseguale: i redditi alti recuperano e superano i livelli pre-pandemia, mentre redditi bassi, anziani e donne restano indietro.
Un dato importante: i Lea contano. Dove l’attuazione dei Lea è migliore, la spesa privata è più bassa e le diseguaglianze si attenuano. Prevenzione e sanità territoriale non sono solo buone pratiche: sono una leva redistributiva.
Abbiamo proposto quattro direttrici di policy (realistiche e integrabili)
- Rendere più progressive franchigie e detrazioni sanitarie
- Investire davvero in prevenzione e sanità territoriale
- Regolare le assicurazioni integrative per evitare segmentazione
- Misurare e monitorare sistematicamente il razionamento con indicatori pubblici
Conclusione
Il razionamento sanitario in Italia è un fenomeno strutturale. Il sistema universale funziona solo in condizioni di acuzie. Rafforzare l’universalismo sostanziale del SSN in tutti gli altri casi non è solo una scelta sanitaria. È una scelta di coesione sociale e di sostenibilità economica” conclude.








