Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

La pace lontana da Gaza | L’analisi di Goffredo Buccini

Scrive Goffredo Buccini sul Corriere della Sera – “Ammettiamolo: Gaza non è più di moda.

Da quando Donald Trump ha parlato di «pace eterna», la Striscia è scivolata ai margini dell’attenzione occidentale.

Restano le pattuglie pro-Pal e i rendering di Jared Kushner con i grattacieli hi-tech della futura “NewGaza”, sopra macerie e corpi insepolti.

Il 13 ottobre scorso Trump ha proclamato una pace «attesa da tremila anni» a un tavolo senza Israele e Hamas.

La fretta di voltare pagina è comprensibile.

Ma Gaza, la Cisgiordania e i rapporti tra israeliani e palestinesi, nell’anno di elezioni decisive in Israele, restano una cartina di tornasole della diplomazia trumpiana.

Il 19 febbraio a Washington è nato il Board of Peace, che il presidente definisce «l’istituzione internazionale più influente della Storia».

Una sorta di Onu alternativa, fondata da un ex rabbino ortodosso di Brooklyn vicino ai repubblicani, con il genero di Trump, Kushner, alla guida di una rete di ex premier, finanzieri e intellettuali.

Per il neo-presidente Usa, quel consesso dovrà rappresentare la massima autorità mondiale, per risolvere conflitti e «tutelare le libertà e i diritti umani». In un mondo affamato di leadership, nessuno si è indignato più di tanto, è l’impotenza del Palazzo di Vetro.

Ma le colpe delle Nazioni Unite non bastano a dare sostanza geopolitica a un organismo semi-privato.

I fatti restano. Negli ultimi quattro mesi e mezzo a Gaza si contano almeno seicento morti, con raid e agguati quasi quotidiani.

Per Trump sono «piccole fiammate» perché «la guerra è finita».

Le Idf continuano le operazioni; Medici Senza Frontiere ha sospeso le attività non urgenti all’ospedale Nasser denunciando uomini armati e intimidazioni.

Intanto Hamas, secondo la Bbc, avrebbe ripreso il controllo di gran parte delle aree evacuate da Israele dopo il 13 ottobre 2025.

Niente disarmo, tasse imposte, presenza capillare.

La fragile pace di Gaza s’intreccia con il dossier Iran.

Dopo l’addio all’accordo sul nucleare voluto da Barack Obama e le tensioni successive, il rischio di un’escalation resta alto.

E il Board of Peace potrebbe trasformarsi in un Board of War.”

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.