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Kaja Kallas: “La Russia sta collassando sul piano demografico”

Kallas: la Russia non sta vincendo la guerra

Nel corso della Conferenza degli Ambasciatori europei, l’Alta rappresentante della politica estera europea Kaja Kallas ha espresso una valutazione critica sulla situazione della Russia nel conflitto con l’Ucraina. Secondo Kallas, Mosca non starebbe prevalendo sul campo di battaglia e attraverserebbe anche difficoltà strutturali.

«E’ chiaro che la Russia non sta vincendo. Il suo esercito è bloccato e la sua economia è in forte declino. Dal punto di vista demografico, la Russia sta collassando», ha osservato.

Il riferimento alla dimensione demografica viene indicato come uno degli elementi che contribuiscono alla fragilità complessiva del Paese.

Il tema demografico nella valutazione della guerra

Nel suo intervento, Kallas ha collegato l’analisi militare e politica alla situazione interna della Russia. L’alta rappresentante ha evidenziato che, oltre alle difficoltà sul terreno militare e alla pressione sull’economia, il Paese si trova davanti a una crisi di natura demografica.

Secondo Kallas, la Russia non sta ottenendo risultati decisivi nella guerra contro l’Ucraina. Tuttavia, ha avvertito che il rischio principale riguarda la fase negoziale e la strategia politica.

«In effetti, la maggiore minaccia che la Russia rappresenta attualmente è che ottenga più vantaggi al tavolo delle trattative e attraverso la guerra cognitiva di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia», ha rappresentato.

Le condizioni indicate per eventuali negoziati

Nel suo intervento alla Conferenza degli Ambasciatori europei, Kallas ha inoltre indicato alcune condizioni che, secondo la sua posizione, dovrebbero essere considerate nel caso di un eventuale processo negoziale.

Tra queste ha citato il tema delle forze armate e delle responsabilità legate al conflitto.

«Se l’esercito ucraino deve essere limitato in dimensione, lo stesso vale per quello russo; dove la Russia ha causato danni all’Ucraina, deve pagare; nessuna amnistia per crimini di guerra o crimini di aggressione; restituzione dei bambini ucraini deportati», ha affermato.

Le condizioni, ha spiegato, si collocano nel quadro di un eventuale negoziato di pace.

La guerra in Ucraina e la prospettiva del negoziato

Kallas ha però espresso scetticismo sulla possibilità che la Russia stia realmente cercando di porre fine al conflitto.

«Ma la dura realtà è che non ci sono indicazioni che la Russia voglia porre fine alla guerra», ha dichiarato.

A sostegno di questa valutazione, l’alta rappresentante ha richiamato i recenti sviluppi militari.

«I massicci attacchi di sabato in Ucraina, che hanno nuovamente ucciso molti civili, lo dimostrano chiaramente», ha concluso.

Il riferimento alla situazione sul terreno evidenzia come il conflitto tra Russia e Ucraina continui a essere al centro dell’agenda politica europea, anche alla luce delle implicazioni demografiche, economiche e strategiche richiamate nel suo intervento.

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