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In Italia sono 530 mila le infezioni ospedaliere l’anno | Il caso

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono ogni anno in Italia 530mila e riguardano l’8% dei pazienti ricoverati in ospedale.

Un terzo di esse ha come causa un batterio resistente agli antibiotici con tutti i rischi che ne conseguono, specie per i pazienti più fragili, che sono anche i più colpiti dalle ICA.

Le infezioni ospedaliere gravano con una spesa totale di 783 milioni di euro l’anno nel nostro paese.

Di questi, 259 milioni di euro sono imputabili alle ICA da batteri resistenti; oltre ai costi diretti, ci sono anche 28 milioni di costi indiretti annui.

Di questa emergenza sanitaria si è parlato in occasione di ‘Antimicrobico-resistenza e One Health, sfide attuali e prospettive future’, organizzato da VIHTALI – Value in Health Technology and Academy for Leadership and Innovation (spin off dell’Università Cattolica, campus di Roma), evento residenziale accreditato ECM, con la sponsorizzazione non condizionante di MSD, che si è tenuto ieri, 6 luglio.

L’obiettivo ultimo – informa una nota – è promuovere l’identificazione di strategie utili al controllo dell’AMR nel nostro Paese anche in risposta al nuovo Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (PNCAR).

A coordinare l’evento la dott.ssa Giovanna Elisa Calabrò, Ricercatore Universitario di Igiene Generale e Applicata del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica Università Cattolica, campus di Roma e Direttore operativo di VIHTALI e il Prof.

Walter Ricciardi ordinario di Igiene Generale e Applicata Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica Università Cattolica, e Presidente del nuovo Osservatorio Nazionale sull’Antimicrobico Resistenza (ONsAR) che ha presentato un decalogo di raccomandazioni per la lotta alle infezioni correlate all’assistenza e alla resistenza agli antibiotici.

‘È urgente potenziare la prevenzione e la sorveglianza delle ICA in ambito ospedaliero e comunitario – sottolinea il professor Ricciardi – promuovendo le vaccinazioni, migliorando l’appropriatezza diagnostica e terapeutica.

Bisogna inoltre sviluppare una sorveglianza nazionale coordinata dell’antibiotico resistenza e dell’uso di antibiotici sia in ambito umano che animale e sviluppare un sistema di monitoraggio per quantificare l’impatto che l’AMR ha sull’ambiente.

‘L’Italia – continua il professor Ricciardi – si muove a due velocità nella lotta alle ICA e alle antibiotico-resistenze: è tempo di armonizzare il Paese, rendendo operative, a livello regionale e ospedaliero, linee guida definite a livello nazionale attraverso la definizione di protocolli evidence-based e di specifici indicatori per il monitoraggio dei piani regionali e l’implementazione dei protocolli a livello ospedaliero, nonché introdurre strumenti di monitoraggio e valutazione a posteriori delle performance’.

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