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Il ruggito dei conigli | L’analisi di Marco Travaglio

“Ci è voluto un anno di Trump perché le teste d’uovo dell’Ue scoprissero che gli interessi Usa non coincidono più con i nostri” – commenta Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – “Ora magari, col tempo, capiranno che è così da una ventina d’anni.

Non l’ha deciso Trump, che non è un corpo estraneo piovuto dal cielo a guastare il lungo idillio euroatlantista: è la quintessenza degli Usa, che hanno sempre fatto i loro porci comodi.

Solo che prima i loro porci comodi coincidevano con i nostri: poi non più.

La Merkel l’aveva capito, infatti si scontrò più volte con Washington.

Prima contro l’idea folle di Bush jr., Obama e Biden di inglobare l’Ucraina nella Nato per provocare Putin.

E poi sulla cooperazione energetica con Mosca avviata da Schröder coi gasdotti Nord Stream.

Con lei, a condividere la fine dell’euroatlantismo, c’erano Sarkozy, Hollande e il primo Macron, che refertò la “morte cerebrale della Nato”.

Bastava la voce intercettata di Victoria Nuland, inviata nel 2014 da Biden e Obama a destabilizzare Kiev, per sapere cosa pensavano a Washington: “Fuck Eu!”.

Bastavano le reprimende di Obama a noi “portoghesi della Nato” che non ci svenavamo abbastanza per il riarmo e all’Ue che comprava gas russo a buon mercato invece del Gnl Usa a prezzo quadruplo.

Poi purtroppo l’ultima statista andò in pensione, l’Ue finì in mano agli attuali microcefali e la guerra deflagrò.

Pochi giorni prima, Biden annunciò la distruzione dei Nord Stream.

E otto mesi dopo un commando ucraino la realizzò.

Ma nemmeno allora i decerebrati europei capirono che la guerra era studiata a tavolino per spezzare l’asse euro-russo che stava creando una superpotenza industriale e commerciale molto insidiosa per gli Usa.

I capponi europei si invitarono al banchetto e si tuffarono festosi nella pentola di Biden, partecipando voluttuosamente al proprio suicidio con centinaia di miliardi e vagonate di armi.

Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto.

Ma a Trump risposero “sì buana” su tutti i dossier che convenivano a lui e danneggiavano noi.

“Thank you, Daddy Donald”, scrisse Rutte, il più furbo della compagnia.

Mancava solo una fettina di culo.

Poi arrivò anche quella, a forma di Groenlandia.

A quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto”.

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