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[Il ritratto] Giorgia Meloni: «Io un soldato, ma non rinuncio a mia figlia»

La segretaria del partito di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si dice pronta ad assumere il prestigioso ma assai gravoso – soprattutto in questo momento storico – incarico di Presidente del Consiglio nel caso l’esito del voto del 25 settembre confermi i sondaggi. Si definisce un “soldato”, una “combattente” Ma una cosa l’ha ben chiara in mente: anche nel caso diventi premier, dice, «non rinuncerò a nulla di ciò che riguarda mia figlia Ginevra, che ha 6 anni». Giorgia Meloni, tra una tappa e l’altra del suo tour elettorale in giro per l’Italia, parla con “Chi” e rivendica il ruolo delle donne in politica.

«Le donne» afferma «si organizzano sempre. Basta guardare Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che ha sette figli, o Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, che sta crescendo quattro maschi». Quindi, è il messaggio, se il voto la sosterrà, nulla le potrà impedire di arrivare sulla poltrona più alta di Palazzo Chigi. Anche se, ammette, «spesso mi sono sentita inadeguata e a volte tutto mi sembra più grande di me». Ma, appunto, «sono un soldato, una combattente» e visto che «i sondaggi ci danno al 24% perché siamo i più seri», la conseguenza è che il premierato non se lo lascerà sfuggire.

Intanto la leader di Fratelli d’Italia continua il suo giro frenetico nelle regioni. In serata è stata a Cosenza per un comizio in piazza Kennedy. Unica tappa calabrese del suo tour ed inserita nelle registrazioni di una serie di trasmissioni televisive. A “Fuori dal coro”, su Rete 4, la Meloni rilancia: «Perché con me dovrebbe cambiare qualcosa in Italia? Perché non ho paura dei tanti gruppi di potere che hanno tenuto questa nazione bloccata, perché non mi spaventano determinate lobby. E perché penso che questa nazione si possa rilanciare solo se torna a crederci la gente».

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