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Il patto Draghi-Macron vuole rivoluzionare le regole di Bilancio della Ue. «Hanno aggravato i problemi. Imparare dagli errori»

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“Le regole di bilancio in vigore fino alla pandemia, già allora non erano sufficienti, erano regole procicliche che per certi aspetti aggravavano il problema invece di aiutare a risolverli. Una revisione era necessaria, oggi è inevitabile”, il messaggio è “che senza un forte sostegno pubblico non saremmo passati attraverso la pandemia, non ce l’avremmo fatta”. 

Lo dice il premier Mario Draghi, che invita a “correggere il passato” e “disegnare il futuro” con le nuove regole.

“Questo va fatto con l’Ue e bisogna che i Paesi si dotino strumenti che li rendano più forti in questa discussione: in questo modo Italia e Francia vogliono procedere”.

Poco dopo la firma del trattato tra Italia e Francia il premier sembra rispondere indirettamente all’ammonimento pervenuto dalla Ue in tema di bilancio pubblico pochi giorni fa.

 Nella sua revisione annuale dei piani di bilancio degli Stati membri dell’UE, Bruxelles ha scoperto che Roma non aveva sufficientemente limitato la crescita della sua “spesa corrente finanziata a livello nazionale” nel suo bilancio 2022 e l’ha esortata a prendere le “misure necessarie” per affrontare il superamento dato il suo rapporto debito/PIL superiore al 150 per cento.

Ora “Trattato del Quirinale” rafforza la cooperazione tra due Paesi, Italia e Francia, storicamente, culturalmente, politicamente ed economicamente legati, ma è anche, se non soprattutto, la base per dare nuovo slancio e guida all’Unione europea.

Con l’intesa che “segna un momento storico”, i due Paesi sono “ancora più vicini” e si impegnano a sviluppare rapporti bilaterali più forti in economia, giustizia, cultura, politiche giovanili. Ma soprattutto a porre le basi per creare una nuova leadership europea, finita l’era di Angela Merkel. “Il senso più profondo di questo Trattato – ha spiegato in conferenza stampa Draghi – è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni. Oltre a consolidare le nostre relazioni bilaterali, l’accordo vuole infatti favorire e accelerare il processo di integrazione europea”.

A maggior ragione alla vigilia di una fase fondamentale e delicata, come quella della revisione del Patto di stabilità, su cui Roma e Parigi hanno una visione comune.

“Le nuove regole devono riflettere un passato che bisogna correggere e un futuro da disegnare”.

“Tutto questo va fatto con l’Ue ma è importante che i Paesi si dotino di strumenti più forti e in questo modo Italia a Francia pensano di procedere”.

Altro punto centrale di discussione all’interno dell’Unione è il tema della difesa comune, su cui entrambi i Paesi vogliono procedere insieme.

“Cercare la sovranità europea – ha spiegato il presidente del Consiglio – significa voler disegnare il nostro futuro come lo vogliamo noi europei, non ce lo vogliamo far disegnare da altri. Per essere sovrani occorre che l’Europa sappia proteggersi e difendere i propri confini: bisogna creare una vera difesa europea. Questo Trattato aiuta questa creazione di una difesa comune che è complementare alla Nato, non è sostitutiva: un’Europa più forte fa una Nato più forte”.

Altro tema “caldo” è quello dei migranti, con i due Paesi uniti nel riconoscere “la necessità di una politica di gestione dei flussi e d’asilo condivisa a livello europeo, basata sui principi di responsabilità e solidarietà”.

“I nostri obiettivi – ha concluso Draghi – sono quelli dell’Ue: lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica fatta con giudizio e rapidità, la transizione digitale, la ricerca di una sovranità europea. Il Trattato permette di dotare l’Ue di strumenti che la rendano più forte”.

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