Anche Andrea Bonanni, su Repubblica, commenta il “paralizzante imbarazzo” dell’Europa.
“Di fronte all’attacco di Trump e Netanyahu contro l’Iran”, scrive, “gli europei non sanno davvero che pesci pigliare.
Se condannassero l’aggressione, come hanno fatto cinesi e russi, romperebbero definitivamente con l’alleato americano e rischierebbero di sembrare sodali con un regime sanguinario, contro il quale hanno varato ondate di sanzioni e rilasciato innumerevoli dichiarazioni di condanna.
Ma se appoggiassero apertamente l’azione diventerebbero corresponsabili di una manifesta violazione del diritto internazionale, che è rimasta una delle poche scialuppe a cui aggrapparsi in questo naufragio dell’Occidente.
Così, balbettano.
Il comunicato approvato dal Consiglio europeo è un capolavoro di ipocrisia.
Evita di condannare i bombardamenti, non cita neppure gli Stati Uniti o Israele, ma si appella ‘al pieno rispetto delle leggi internazionali, compresa la Carta delle Nazioni Unite’.
E poi si scaglia a criticare il regime degli ayatollah, si dice solidale con le aspirazioni alla libertà del popolo iraniano, condanna le ritorsioni di Teheran contro i Paesi del Golfo.
E invoca una de-escalation e il ritorno alla diplomazia.
Tuttavia, al di là dei balbettii diplomatici, gli europei non sembrano affatto intenzionati a farsi coinvolgere nella guerra di Trump.
A quanto risulta, non hanno dato le loro basi per sostenere lo sforzo bellico americano.
Persino gli inglesi hanno a lungo negato agli Usa l’utilizzo della base congiunta che hanno con gli Stati Uniti sull’isola di Diego Garcia, suscitando l’irritazione di Trump.
L’idea di fondo che predomina, a Bruxelles e nelle capitali europee che contano, è che il presidente americano si sia infilato in una trappola da cui farà fatica ad uscire.
Che un cambio di regime — come ha detto ieri il premier britannico Starmer — ’non può essere imposto dal cielo’.
E che alla fine l’unica soluzione possibile sarà quella diplomatica: un terreno sul quale il Vecchio continente è ancora in grado di muoversi, se mai ne avrà l’occasione”.








