C’è un modo per salvare i centodieci miliardi di euro che il Natale porterebbe a strutture distributive oggi vicine al collasso senza ripetere gli errori estivi che porterebbero tutti dritti nel buco nero di una terza ondata?
Come riuscire a far incontrare nonni e nipoti se per entrambi abbracciarsi è pericoloso?
Come approfittare di questa occasione per cominciare una ristrutturazione di un’economia che sta soccombendo a giganti come Amazon?
Sono le domande che, in vista del Natale, si pone Francesco Grillo sul Messaggero.
Per Grillo “tre sono i possibili ingredienti di una ricetta che ci porti nel futuro: responsabilità; innovazione; solidarietà.
Innanzitutto – spiega -, la responsabilità individuale: è arrivato il momento di completare quello che è stata una lenta riorganizzazione della risposta che diamo all’emergenza: affinare gli indicatori, rendere più granulare il monitoraggio.
Ma soprattutto spetta a ogni individuo costruire un Natale nuovo, comprare regali in maniera più responsabile, scegliere le persone che hanno davvero bisogno di vederci.
In secondo luogo, non basta salvare il Natale se i nostri consumi dovessero essere interamente catturati da monopolisti lontani.
Dev’essere questa l’occasione per ricominciare a traghettare verso il futuro offerte produttive e distributive che sono sul punto di essere travolte, con intere filiere disintermediate da un numero piccolissimo di colossi.
Infine, la solidarietà.
Dovremmo restituire senso a riti che dovrebbero farci sentire ancora di più comunità. Mai come quest’anno il Natale potrebbe essere l’occasione per celebrare la solidarietà.
“Il Governo, stavolta – conclude Grillo -, non deve fare solo nuovi Dpcm. Dovrebbe spendere buona parte del proprio capitale politico per far passare il messaggio rivoluzionario le società degenerano e rinascono solo con il contributo di tutti”.








