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Il debito pubblico sale a 3.095,5 miliardi nel 2025 | L’analisi di Banca d’Italia

Il 2025 si è chiuso all’insegna della crescita per il debito pubblico italiano, ormai stabilmente sopra quota 3mila miliardi di euro. Dicembre si è concluso con un debito di 3.095,5 miliardi, sotto il picco di 3.130 miliardi di ottobre ma superiore di 128,6 miliardi ai 2.966,9 miliardi di fine 2024. A rilevarlo è la Banca d’Italia nelle ultime stime del debito e del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche. E come stimato dal Documento programmatico di finanza pubblica del ministero dell’Economia, il rapporto tra debito e Pil dal 136,2% del 2025 crescerà fino al 137,5% nel corso del 2026.

Dietro la crescita del debito c’è principalmente l’aumento del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, passato dai 105,39 miliardi del 2024 a 109,24 miliardi. Incide anche l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro di 14,7 miliardi a 52,4 miliardi (rispetto ai 37,61 miliardi del 2024), una mossa precauzionale che ha lo scopo di gestire le scadenze dei titoli di Stato. Incide inoltre, per 4,6 miliardi di euro, l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio.

Il debito delle amministrazioni locali cala di 3,4 miliardi e passa dagli 82,48 miliardi di fine 2024 a 79,1 miliardi, mentre è il debito consolidato delle Amministrazioni centrali a crescere: +132 miliardi a quota 3.016,31 miliardi contro 2.884,33 miliardi a fine 2024. È rimasto invece sostanzialmente stabile il debito degli Enti di previdenza.

Tra le ragioni dell’aumento del debito influisce la capacità delle entrate tributarie, passate da 593,38 miliardi a 614,23 miliardi a fine 2025, di coprire l’andamento degli incassi di bilancio, saliti a 708,02 miliardi dai 693,18 miliardi del 2024, pur restando inferiore ai pagamenti di bilancio, stabili a quota 845,05 miliardi (rispetto agli 845,12 miliardi del 2024). La vita media residua del debito è risultata in linea con quella di fine 2024 (7,9 anni). Nel corso del 2025 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita, collocandosi al 18,5%, dal 21,6% al termine dell’anno precedente.

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