Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

I nuvoloni di Giorgetti e la richiesta di flessibilità | L’analisi di Giampaolo Galli

O si fanno un po’ di regali elettorali o si è coerentemente sovranisti e allora non si va a pietire più debito a Bruxelles

Ha perfettamente ragione il Ministro Giorgetti, all’orizzonte ci sono molti nuvoloni.

Le imprevedibili giravolte di Trump, la guerra ibrida e non di Putin, la guerra in Iran, la quasi chiusura di Hormuz e di Bab El-Mandeb, la crisi del debito della Francia.

Nell’immediato, forse è questo il nuvolone peggiore per noi.

Infatti, il nostro spread è volato assieme a quello di Parigi, anche se non nelle stesse dimensioni; la cosa da notare è che invece si sono mossi molto poco gli spread di Spagna, Portogallo, Irlanda e persino Grecia.

Siamo sempre uno dei paese più fragili dell’eurozona, anche perché siamo il paese dell’euro con il debito/pil più alto -si prevede che già quest’anno supereremo la Grecia- e l’unico, oltre alla Francia, con debito ancora crescente nel 2026 e nel 2027.

E allora ci chiediamo se non sia davvero imprudente andare a Bruxelles a chiedere ancora più flessibilità, che poi altro non vuol dire che fare ancora più debito.

Tra l’altro, come ha spesso detto Giorgetti, un governo sovranista può legittimamente ambire a far uscire l’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo.

La regola dice che ciò richiede che il paese sia “durevolmente” al di sotto della soglia del 3% ed è aperta la discussione se basta un anno virtuoso (il 2026) per uscire dalla lista dei sorvegliati speciali.

Certo, sappiamo bene che ci sono le elezioni, ma bisogna scegliere.

O si si fanno un po’ di regali elettorali o si è coerentemente sovranisti e allora non si va a pietire più debito a Bruxelles: il rischio per il governo è che la procedura di infrazione rimanga aperta anche dopo l’aprile del 2027 e dunque durante le elezioni.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.