Mentre nei palazzi del potere si discute su come e se modificare l’ultima normativa in materia di Superbonus (domani iniziano le votazioni sugli emendamenti), i cantieri sul territorio si fermano.
La stragrande maggioranza dei lavori avviati si concentra in Lombardia, con quasi 61mila edifici coinvolti e oltre 12,1 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione.
Lo scrive MF-Milano Finanza spiegando che la quota che pareggia da sola le risorse autorizzate nelle altre due regioni sul podio: il Veneto con 6,6 miliardi di investimenti (per 48mila interventi) e l’Emilia-Romagna che si ferma a 6 miliardi (con 33mila cantieri avviati).
Ma soprattutto la Lombardia risulta protagonista di quasi il 18% e il 15% rispettivamente del totale degli investimenti ammessi a detrazione a livello nazionale (68,5 miliardi) e degli interventi edilizi avviati finora (385mila).
Queste precisazioni sulla ripartizione territoriale delle risorse sono contenute nel Focus della Camera dei Deputati sulla dimensione economica del Superbonus, elaborato alla luce dei dati dell’Enea aggiornati al 28 febbraio 2023.
Il testo poi si sofferma sulla tipologia di edifici maggiormente coinvolti negli specifici interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche detraibili al 110%.
In questo caso, dominano la scena i condomini con 32 miliardi di investimenti ammessi a detrazione, il 47,9% del totale (68,5 miliardi) e quasi 55mila lavori avviati.
Considerando inoltre che in Italia ci sono circa 1,2 milioni di condomini, secondo l’Istat, la misura ha avuto un impatto sul 4,5% di tutti i condomini italiani.
Passando alla medaglia di argento, gli edifici unifamiliari hanno avviato 221mila lavori, pari a oltre la metà dei cantieri nazionali, a cui corrispondono però il 36,8% delle detrazioni finora ammesse, ossia 25 miliardi.
L’ultimo posto sul podio spetta alle unità immobiliari funzionalmente indipendenti che rappresentano il 15,4% degli investimenti (10,5 miliardi) ma quasi il 30% dei lavori autorizzati, di cui oltre l’86,5% conclusi.
Non sorprende quindi che l’investimento medio più elevato risulti versato per i lavori nei condomini, sfiorando i 598mila euro.
Il distacco è molto elevato con i 114mila euro degli edifici unifamiliari ma ancor di più con i 97mila euro delle unità immobiliari funzionalmente indipendenti.








