«Le imprese europee, soprattutto le Pmi, sono in crisi di liquidità. Senza un adeguato supporto, c’è il rischio che la crisi dell’economia reale si trasformi in una crisi delle finanze pubbliche. Uno scenario che va evitato a ogni costo».
Lo afferma Werner Hoyer, presidente della Bei (la Banca Europea per gli Investimenti), intervistato sulla Stampa da Marco Bresolin, il quale ricorda che l’istituzione avrà un ruolo cruciale nel piano per la ripresa economica: mobiliterà 200 mld per le pmi grazie a un fondo di garanzia ad hoc e supporterà il nuovo strumento finanziario da 300 mld proposto dalla Commissione per ricapitalizzare le imprese in difficoltà.
«Ma queste sfide – avverte Hoyer – potranno essere affrontate solo con un aumento di capitale».
Altrimenti c’è il rischio che la Bei non ce la faccia? «La Bei è una banca molto forte, è di gran lunga la più grande istituzione di questo tipo e quella con maggiore leva finanziaria al mondo. Gestiamo un bilancio di quasi 600 mld con una base di capitale di 240 mld, di cui solo 25 versati».
«Però per statuto non ci è consentito prestare più di 2,5 volte la nostra base di capitale. Vuol dire che abbiamo esaurito il nostro spazio di prestito. Se ci viene chiesto di fare di più, con progetti più complicati e probabilmente più rischiosi, allora bisogna rafforzare la base di capitale. Questo è ciò che ho spiegato al nostro consiglio dei governatori».
Quanti miliardi dovrebbero mettere i Paesi Ue? «La dimensione dell’aumento di capitale dipende dal volume dei progetti che dovremmo finanziare e dalla tipologia di intervento. Se si tratta per esempio di prestiti o di garanzie. Al momento non c’è ancora chiarezza su questo».
A febbraio era circolata l’ipotesi di un aumento di capitale da 100 miliardi, che però i governi avevano respinto: è ancora questa la vostra richiesta? «Non faccio numeri pubblicamente. Anche perché se mettessi ora sul tavolo una cifra, questa verrebbe immediatamente cassata. Serve un compromesso in Consiglio con il Parlamento e la Commissione. E siamo ancora lontani».
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