Due famiglie italiane su tre dovranno ridurre altre spese in caso di aumento delle bollette energetiche a causa del nuovo conflitto in corso in Medio Oriente.
Il 68% degli italiani afferma che dovrebbe ridurre altre spese per compensare l’aumento dei costi energetici, mentre il 32% ritiene che i propri consumi resterebbero invariati.
Quasi un italiano su quattro (24%) dichiara che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche.
È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da Eumetra subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele con la successiva risposta di Teheran, che analizza come un possibile incremento delle bollette energetiche potrebbe influenzare i comportamenti di consumo degli italiani.
Secondo la ricerca, solo una minoranza della popolazione ritiene di poter assorbire senza particolari difficoltà un aumento del 10-20% delle bollette di energia e gas, mentre per la maggioranza delle famiglie l’impatto sarebbe significativo o addirittura critico.
“Le tensioni internazionali dimostrano ancora una volta quanto l’energia sia diventata un fattore centrale di stabilità economica e sociale”, commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra.
“La nostra ricerca evidenzia come anche un aumento relativamente contenuto delle bollette possa generare effetti a catena sui consumi delle famiglie. Quando l’energia costa di più, le persone reagiscono comprimendo altre spese, con conseguenze che si estendono ben oltre il settore energetico e finiscono per coinvolgere l’intero sistema economico”.
Alla domanda su quanto inciderebbe un aumento del 10-20% delle bollette energetiche sul bilancio familiare: il 12% lo considera sostenibile senza difficoltà; il 39% lo ritiene gestibile ma con sacrifici; il 31% lo giudica difficile da sostenere; il 18% lo definisce molto critico.
Le difficoltà risultano più marcate tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole, mentre la quota di chi definisce la situazione “molto critica” è più elevata nel Centro Italia.
Tra coloro che prevedono di ridurre i consumi, i tagli riguarderebbero soprattutto: uscite e tempo libero 71%; consumi di energia domestica 64%; abbigliamento e accessori 62%; spostamenti e trasporti non strettamente necessari 49%; spese alimentari 26%; spese sanitarie – (visite, controlli, dentista) – 24%.
La strategia di ridurre il più possibile i consumi energetici domestici è indicata in particolare dagli over 55 (71%), con valori ancora più elevati nel Nord Est (81%).
Le spese per abbigliamento e accessori saranno invece ridotte soprattutto tra gli over 55, dove la quota arriva al 73%.
L’intenzione di limitare spostamenti e trasporti non strettamente necessari è invece espressa soprattutto nella fascia di età 35-54 anni (53%).








