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Giovanni Tamburi (presidente Tip): «La pandemia costringerà l’aggregazione di aziende in difficoltà con altre più grandi. Moncler-Stone Island matrimonio dell’anno insieme all’Opa di Intesa Sanpaolo su Ubi»

Il presidente e amministratore delegato della Tamburi investment partners, Giovanni Tamburi, traccia un bilancio del 2020.

In queste settimane, nella Borsa italiana, tra le società che scambiano sui massimi storici, ci sono proprio quelle della Tip: da Interpump a Prysmian, da Moncler ad Amplifon, da Sesa a Be.

Il banchiere da mesi ha delineato uno scenario, che puntualmente si sta verificando nelle ultime settimane, riguardo l’economia: e cioè l’accelerazione dei processi di aggregazione tra aziende sane, rafforzandole, con altre che sono in difficoltà.

Esempio perfettamente seguito da Ovs di Stefano Beraldo, pronta a rilevare Stefanel, e da Moncler, che ha acquistato Stone Island.

Tutte e due scommesse di Tip.

«In tal senso penso che l’integrazione tra Moncler e Stone Island si possa considerare la più interessante operazione dell’anno sul fronte del m&a italiano, assieme all’Opa che ha portato Intesa Sanpaolo a rilevare Ubi» spiega a Milano Finanza.

Una tendenza che sarà sempre più d’attualità nei prossimi mesi secondo il presidente di Tip.

«La battuta d’arresto imposta dalla pandemia ha messo e metterà in difficoltà molte aziende, che per salvarsi non avranno altra scelta che integrarsi con altre più robuste e più capitalizzate. Anche Tip si è mossa di conseguenza lanciando un veicolo come Itaca, assieme a riconosciuti professionisti del settore come Sergio Iasi, Angelo Catapano e Massimo Lucchini, che si propone di entrare nei turnaround di società con le caratteristiche giuste, portando capitali freschi e competenze per il rilancio, non ulteriori debiti». 

Tip non ha sotto mano dossier abbastanza interessanti. Ma per la metà del prossimo anno potrebbe presentarsi qualche occasione.

Purché abbiano le caratteristiche per essere una scommessa vincente e quindi: un marchio forte, una bella tecnologia o un processo produttivo originale, innovativo. Visto che in quel periodo i problemi per molte aziende, finanziate tramite banche o Sace, potrebbero essere molti.

Gli occhi di Tamburi sono soprattutto rivolti verso le realtà manifatturiere italiane, ma non solo.

«Continuerei a guardare con predilezione le aziende manifatturiere che sono gran parte dell’eccellenza italiana, penso alla meccanica di precisione, all’automazione, ai componenti, all’elettronica, ma sono solo esempi. Ce ne saranno di interessanti anche tra le quotate. E poi c’è l’Aim, dove le buone società non mancano e diverse ormai sono mature per fare il salto verso il mercato principale. La presenza di partner come Tip o Itaca potrebbe facilitare il passaggio. In quel caso agiremmo come anchor investor, anche di private equity. La gamma dei veicoli a nostra disposizione è ormai completa, da StartTip per le taglie piccole a Itaca, che potrà sostenere interventi da 30 a 100 milioni, la stessa Tip per operazioni da 50/70 milioni, mentre per quelle più impegnative c’è il club Asset Italia, che può spingersi fino a 200 milioni, ma anche oltre, per ogni deal». 

Meno interesse per le banche, mentre particolare attenzione al fintech, certificato dall’impegno in “Digital Magics”.

Ma la passione più grande riguarda il buyback, pratica talvolta oggetto di critiche. 

«Ne sono un convinto sostenitore. Tip oggi possiede circa il 10% delle proprie azioni e abbiamo deliberato un programma per salire fino al 20%. Da un lato infatti investiamo in un titolo che oggi ha molti target price attorno e sopra agli 8 euro, dall’altro acquisiamo una moneta spendibile anche in ottica di m&a. Molte nostre partecipate fanno lo stesso e così alimentano la loro crescita per linee esterne: da quando siamo soci Interpump ha concluso quasi 40 acquisizioni, Amplifon più di venti, Be e Sesa una decina. Anche Moncler userà azioni proprie per l’acquisizione di Stone Island. È un indubbio win win alle condizioni giuste». 

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