Tra Intesa Sanpaolo e Ubi “non ha vinto una BANCA, ma un’idea di BANCA: un’idea comune a entrambe le banche”.
Lo sostiene Giovanni Bazoli presidente emerito di Intesa Sanpaolo. Per il banchiere l’operazione di Intesa Sanpaolo “è nell’interesse dell’Italia”.
Una BANCA secondo Bazoli deve sia tutelare il risparmio, che “contribuire allo sviluppo economico, sociale e civile delle comunità in cui opera”.
“Intesa Sanpaolo è nelle condizioni migliori per continuare a svolgere questa missione”.
Ed “è importante sottolineare che la stessa BANCA centrale europea vede in questa integrazione in ambito nazionale il primo passo verso un ruolo di Intesa Sanpaolo a livello continentale”.
C’è bisogno “di una BANCA italiana forte, fortissima, e questo riconoscimento da parte della vigilanza europea consente all’Italia di giocare una partita nel credito in posizione di primo piano”.
Bazoli accenna anche al processo che lo coinvolge a Bergamo, ribadendo “di aver sempre agito nel pieno rispetto delle disposizioni della vigilanza di BANCA d’Italia, come lo stesso governatore Carlo Azeglio Ciampi ebbe a riconoscermi”.
Il banchiere spera che “uno degli effetti benefici della tragedia del Covid-19 sia la scoperta che anche i Paesi ricchi sono esposti agli stessi rischi di quelli poveri di fronte a questa pandemia.
“Cioè, la rivelazione di una fragilità estrema e comune, che impone di correre ai ripari”.
Settimana di conti per le banche quella che si apre oggi.
Da subito sotto i riflettori la semestrale di Ubi appena finita in sposa ad Intesa Sanpaolo.
Un’operazione che è destinata a dare il calcio d’inizio al risiko nel settore.
Sotto la lente c’è soprattutto Monte dei Paschi di Siena, ancora più appetibile dopo la pulizia di bilancio messa in opera dall’ex ceo, Marco Morelli.
Il mercato guarda poi alle mosse di Banco Bpm e di Bper come architrave su cui costruire un terzo polo bancario.
A parte i numeri, su Ubi l’attesa è su quanto dirà il ceo, Victor Massiah nella conferenza stampa ‘virtuale’ che seguirà alla call con gli analisti.
Da giorni i rumors che circolano, corroborati dal successo dell’opas, indicano l’annuncio della sua uscita.
D’altro canto i tempi sono stretti, Ca’ de Sass agli inizi della settimana invierà al board dell’ex popolare la lettera per chiedere la convocazione dell’assemblea per la nomina di un consiglio espressione della nuova maggioranza.
Entro domani (prima dell’apertura di Borsa, ndr) saranno resi noti i risultati definitivi dell’offerta e le indicazioni sulle condizioni di efficacia.
Lo stesso giorno sarà Intesa Sanpaolo a presentare la semestrale.
Il 5 agosto poi, è previsto il pagamento del corrispettivo dell’offerta.
Così come è in agenda la semestrale di Bper che, entro la fine dell’anno, acquisirà da Ubi oltre 500 filiali.
L’istituto guidato da Alessandro Vandelli vuole giocare un ruolo da protagonista nel consolidamento, come testimonia la crescita dimensionale con i nuovi sportelli.
Di tutt’altro avviso Unicredit che diffonde i conti giovedì (il consensus vede per il trimestre un utile di 347 milioni).
Mustier e il suo team non guardano ad M&A ma sono concentrati sulla digitalizzazione che il Covid ha accelerato.
Inoltre il gruppo prosegue nel derisking.
Solo a luglio la BANCA ha ceduto npl per oltre 1,8 miliardi. Sempre il 6 in calendario le semestrali di Banco Bpm, Monte dei Paschi di Siena, ma anche di Creval e Credem.
Per Siena, da cui il Tesoro vuole uscire l’anno prossimo, è la prima trimestrale firmata dall’a.d Guido Bastianini. Sul futuro del Monte e sulle possibili opzioni strategiche è a lavoro, come advisor, Mediobanca.
Chi potrebbe incrociare nel suo destino Rocca Salimbeni, secondo ipotesi che si rincorrono da tempo, è il Banco Bpm che però, come spesso ribadito dai vertici, ha una visione più stand alone.
Si vedrà, nel frattempo con Intesa-Ubi il consolidamento è già partito.








