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[L’intervento integrale] Gian Carlo Blangiardo (presidente Istat): «L’economia cresce, ma l’occupazione è ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici»

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Istat-Audizione-Bilancio-2022_22-novembre-2021

“L’economia dell’area euro continua a registrare una crescita robusta, sebbene l’occupazione è ancora sotto i livelli pre-pandemici. Per quanto riguarda l’economia italiana, sulla base della stima preliminare, il Pil italiano, ha segnato nel terzo trimestre un aumento deciso, la variazione acquisita su base annua, per il 2021, è pari al 6,1%”. Lo ha detto Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, in merito alla prossima legge di bilancio.

“Ci sono tutta una serie di elementi che possiamo ritenere confortanti: in termini critici sono emersi alcuni ostacoli alla produzione. Nel corso del 2021, per esempio nel settore manifatturiero, sono aumentati i problemi relativi alla scarsità di mano d’opera, che emerge anche nell’ambito del settore dei servizi”, ha aggiunto. L’Istat rileva che da settembre “segnali positivi sono arrivati dal mondo del lavoro, con un aumento degli occupati di 59 mila unità, pari allo 0,3%. Rispetto ai livelli pre-pandemici ci sono meno 300 mila unità, con imprenditori che però dichiarano scarsità di mano d’opera”.

“Con l’aumento dell’inflazione di fatto i lavoratori stanno un pò perdendo, potere d’acquisto”. In merito alla manovra, Blangiardo ha sottolineato che “l’impatto della diminuzione del carico fiscale è più significativo in quanto concentrato sui lavoratori dipendenti. Se le misure fossero dirette ad abbassare il prelievo fiscale sulle retribuzioni per un importo di 8 miliardi, ridurrebbero il carico medio fiscale sulle retribuzioni dell’1,6% rispetto al livello registrato nel 2020 (0,20% per ogni miliardo) e dell’1,5% rispetto a quello del 2019 (0,19% per ogni miliardo)”.

Entrando nel dettaglio, per l’Istat “una riduzione del prelievo fiscale sul reddito da lavoro dipendente, avrebbe un effetto di pari entità sul reddito disponibile delle famiglie. Tale aggregato è risultato pari, nel 2020, a 1.117,7 miliardi di euro (1.150,8 nel 2019). Se tutte le risorse disposte dall’art. 2 fossero destinate alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, si registrerebbe un incremento del reddito a disposizione delle famiglie per il consumo e il risparmio pari allo 0,71% rispetto al valore registrato nel 2020 (0,089% per ogni miliardo), e pari allo 0,69% rispetto al valore del 2019 (0,086% per ogni miliardo)”.

Istat-Audizione-Bilancio-2022_Allegato-statistico_22-novembre-2021

Istat-Audizione-Bilancio-2022_Dossier-Imprese_22-novembre-2021

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