È ormai chiaro che è indispensabile un deciso e urgente cambio di rotta a tutela dell’industria chimica. Salvare la chimica in Europa significa salvare l’intero comparto manifatturiero. In Italia la produzione chimica è in calo da quattro anni consecutivi e si colloca su livelli del 13% inferiori al 2021, ossia a prima della crisi energetica.
“Per azioni realmente incisive è indispensabile un serio ragionamento sull’immediata sospensione del sistema ETS o, in subordine, conservare le quote gratuite fino a che sarà necessario proteggere la competitività dell’industria europea” – così il presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, al summit dell’industria ad Anversa, nel corso del quale la comunità della Dichiarazione di Anversa (che rappresenta oltre 1.300 tra imprese, associazioni e organizzazione sindacali in Europa) chiede ai capi di Stato e di Governo di mettere in atto azioni urgenti e incisive per ripristinare la competitività industriale europea, salvaguardare l’occupazione e avere, già nel 2026, risultati tangibili per le imprese.
Da Anversa, i leader dell’industria lanciano un appello per un’azione urgente e incisiva, perché è indispensabile un pacchetto di misure di politica industriale d’emergenza per l’Europa, focalizzato in tre ambiti: ridurre i costi dell’energia e del carbonio che in Europa sono ormai insostenibili, non solo in relazione ai prezzi delle commodity, ma anche a causa degli oneri regolatori; sostenere un commercio globale equo e migliorare l’accesso ai finanziamenti; promuovere i prodotti Made in Europe attraverso gli acquisti pubblici e iniziative sugli acquisti privati sostenute dall’UE, con particolare riferimento ai prodotti circolari e a basse emissioni di carbonio.








