La scadenza per l’attuazione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2026 si avvicina. L’Italia ha però speso solo il 14,7% delle risorse assegnate e si registrano ritardi nel 75% dei progetti. È innegabile “che siamo in ritardo, ma in qualche misura era fisiologico che la prima fase del Pnrr venisse assorbita in misura maggiore dagli aspetti organizzativi e amministrativi. D’altra parte, adesso stanno partendo i bandi e un certo volume di gare è stato completato ed è probabile che il 2024 sia un anno di deciso rafforzamento per gli investimenti pubblici e per le opere del Pnrr in particolare”.
Questa l’opinione condivisa con MF-Milano Finanza dall’economista Fedele De Novellis, partner di Ref Ricerche. Nonostante “mi attenda una fase di accelerazione nella messa a terra del Piano nel triennio 2024-2026 non credo che riusciremo a completare tutto il Pnrr”.








