Le scuole sono l’ultima cosa da chiudere. Così la ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha ribadito ai microfoni di Radio Capital l’indirizzo del governo, nei confronti della gestione delle chiusure per fronteggiare il Covid-19.
«Abbiamo tenuto i ragazzi a casa nella prima fase dell’emergenza, quando le scuole non erano in grado di garantire il distanziamento, quando avevamo classi pollaio ovunque. Ma ora questa non deve succedere. Emiliano e De Luca hanno sbagliato, potevano fare altro prima di chiudere le scuole».
Elogi poi per il lavoro da casa. «Lo smart working è una rivoluzione culturale, è cambiata completamente l’organizzazione del lavoro. Se un’amministrazione aveva già un buon livello di digitalizzazione, si è riuscito a fornire anche ora al cittadino tutti i certificati. Si può fare, serve flessibilità. È un’ottima modalità da portare a regime».
Che però non stana completamente i cosiddetti “furbetti” del lavoro, che c’erano prima e ci saranno sempre. «Prima c’erano i furbetti della macchinetta del caffè – ha aggiunto Dadone – ora ci sono quelli che approfittano della situazione che stiamo vivendo. Bisogna che si cerchi di porre sempre più attenzione a quello che i dipendenti fanno una volta seduti alla scrivania. Ma i furbetti ci saranno sempre».








