Tutto è nato più di un decennio fa a Sun Valley, la località sciistica delle Montagne Rocciose che ogni anno ospita la conferenza organizzata dalla Allen & Co e riunisce miliardari e guru dei media e dell’high-tech accanto alla grande finanza, soprattutto americana.
È là che John Elkann e Mark Zuckerberg si sono incontrati la prima volta per poi dare vita a un rapporto di conoscenza e di stima sfociato nell’ingresso del ceo di Exor, nonché presidente di Stellantis e di Ferrari, nel consiglio di amministrazione di Meta.
Le storie dei due imprenditori 40enni – ha 48 anni l’erede di casa Agnelli e 40 anni il fondatore di Facebook – si sono incrociate tanto che Zuckerberg in vacanza in Italia con la famiglia nel 2022 ha passato qualche giorno a Torino ospite di Elkann.
E non è escluso che possa tornare nel capoluogo piemontese, in occasione della prossima Italian Tech Week.
Non stupisce allora che il presidente e ceo di Meta abbia voluto Elkann nel board del colosso dei social media che comprende anche WhatsApp e Instagram.
Nel cda entra la persona, John, non una delle società da lui guidate.
Ma di quelle aziende apporta al colosso americano, creato solo 20 anni fa, l’esperienza di un marchio storico che ha visto la luce nel 1899 quale è la Fiat, cresciuta con l’acquisto Chrysler e trasformata poi in Stellantis attraverso le nozze con Peugeot.
Per non parlare dalla fama dei bolidi Ferrari.
Quel che conta è allora “la profonda esperienza nella gestione dell’ad di Exor nella gestione di grandi aziende globali” oltre al fatto che introduce “una prospettiva internazionale nel nostro consiglio”, ha spiegato Zuckerberg nell’annunciare l’ingresso dell’unico nome europeo nel board dell’impresa statunitense, impegnata ad affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale, dei cambiamenti nei social e dei dispositivi elettronici indossabili.
In quest’ultimo campo Meta già collabora con EssilorLuxottica negli smart glasses e pensa di entrare nel capitale del gruppo di occhiali italo-francese con una quota fino al 5%.
Nulla del genere, a livello azionario o di prodotto, è invece previsto per ora con Exor.
Da parte sua al laureato in ingegneria John Elkann l’innovazione tecnologia, nell’ambito più affine a Meta, può invece interessare come investitore, soprattutto tramite Lingotto, la società di gestione degli investimenti al 100% di Exor, che ha già puntato le sue fiches sulla ricerca biomedica e sull’IA.








