Sarebbe giunto ufficialmente al capolinea il matrimonio di Chiara Ferragni e Fedez.
Della separazione dell’imprenditrice digitale e del rapper a cinque anni e mezzo dal sì si vociferava già da diverse settimane e ora, secondo quanto rivelato da Dagospia, lui avrebbe lasciato casa la scorsa domenica per traslocare altrove.
I portavoce di Chiara Ferragni, contattati da MFF, hanno risposto di non poter “né smentire né confermare” l’indiscrezione.
Con la separazione dei Ferragnez, tuttavia, almeno a livello finanziario non si sgretolerà alcun impero.
Insieme, infatti, i diversi gruppi controllati da Chiara Ferragni e Federico Lucia hanno un valore stimabile per circa 50 milioni di euro, ma occorre precisare che i business sono totalmente separati e indipendenti, almeno per quanto riguarda le loro attività professionali.
DA TBS CREW A FENICE, IL PATRIMONIO DI CHIARA FERRAGNI SOTTO SISTERHOOD
Chiara Ferragni possiede infatti il 100% di Sisterhood, che ha in mano il 100% di Tbs crew e il 32,5% di Fenice, la società che detiene il brand Chiara Ferragni.
Gli ultimi fatturati disponibili, relativi al bilancio 2022 e diffusi lo scorso giugno, indicavano risultati brillanti con ricavi pari a 14,5 milioni di euro (+105%) per Tbs crew e a 14,2 milioni (+115%) per Fenice, con un giro d’affari del retail di 61 milioni (+134%).
Fenice aveva inoltre riportato un Ebitda di 5 milioni di euro con un margine del 35% e utili per 3,4 milioni con un margine del 24%, mentre l’Ebitda di Tbs crew è stato di 8,7 milioni con un margine del 60% e profitti per 5,1 milioni, pari al 35% dei ricavi.
La scorsa estate, inoltre, l’ingresso in Fenice di Avm gestioni dopo l’exit parziale di Alchimia, veicolo di venture capital fondato da Paolo Barletta e fino ad allora proprietario di una quota del 40% della società, aveva fatto salire a 75 milioni di euro la valutazione.
Il club deal promosso dal fondo Avm guidato dall’amministratore delegato Giovanna Dossena prevedeva infatti una progressiva cessione di quote in capo ad Alchimia fino a un massimo di 20 milioni di euro, con una valutazione complessiva di Fenice fissata appunto a 75 milioni.
FATTURATO DA OLTRE 20 MILIONI PER LE SOCIETA’ DI FEDEZ
Sempre nel 2022, invece, le attività legate a Fedez hanno raggiunto i 20 milioni di fatturato attraverso la rete di società direttamente o indirettamente controllate dal rapper e, un dato importante, nessuna società è risultata in perdita.
L’utile netto complessivo è ammontato a 6 milioni di euro.
In realtà il business di Fedez è gestito perlopiù interamente dalla madre Annamaria Berrinzaghi in qualità di amministratore unico e appare piuttosto ramificato.
Le due holding di partecipazioni che controllano le altre realtà sono Zedef e, fino allo scioglimento a gennaio 2024, Zdf.
Zedef srl, fondata nel 2017, gestisce diverse attività e nel 2022 ha realizzato utili per quasi 4 milioni di euro.
Zdf, il cui capitale sociale era controllato interamente da Zedef, ne ha generati 1,65 milioni.
Questa realtà si occupava di management di artisti musicali e personaggi operanti nel mondo dello spettacolo o del web.
Proprio lo scorso mese, tuttavia, Zdf è stata sciolta e fusa in Doom-Dream of ordinary madness entertainment srl, una società di management che si occupa principalmente di content creator, che ha tagliato il traguardo dei 10 milioni di fatturato generando un utile netto di oltre 453 mila euro.
Un risultato in accelerazione rispetto agli 8,64 milioni di fatturato e ai 392.500 euro di profitto dell’esercizio 2021.
Nel 2020 va ricordato che Fedez aveva ceduto il 51% dello spin-off Doom a Be shaping the future, guidata da Stefano Achermann, per 2 milioni di euro, con l’opzione che quest’ultima salisse al 100% nel 2027.
Nei mesi scorsi, tuttavia, Zdf ha rilevato da Be il 25% di Doom per 800 mila euro, ma non c’è stato un passaggio di contanti poiché Zdf ha compensato l’importo cedendo a Be il 25% di Be world of wonders, di cui Be aveva il restante 75%.
Una volta rilevato il 25% di Doom ed essere salito al 100%, Fedez ha così optato per una fusione inversa per incorporazione della controlla Zdf nella controllante Doom.
Buoni risultati anche per la controllata Autoscontri, dedicata al noleggio di auto di lusso, che ha raddoppiato sia il fatturato che i profitti.
Infine, c’è da considerare il podcast Muschio selvaggio creato in collaborazione con Luis Sal, che successivamente è stato sostituito da Davide Marra.
Dall’ultima visura camerale disponibile risulta che Muschio selvaggio srl avesse un capitale sociale di 73.039 euro diviso a metà tra la Luisolve srl, società riconducibile a Luis Sal, e la Zdf srl.
Anche per Muschio selvaggio srl, amministratore unico risulta Annamaria Berrinzaghi assieme a Zubaer Adbhuiya Hossain
FEDEZ NULLATENENTE
Il business di Fedez è solido e tutte le società risultano in utile.
Ma il rapper si è recentemente dichiarato “nullatenente”.
I suoi beni sono infatti tutti intestati alle società di famiglia, gestite in qualità di amministratore unico dalla madre Annamaria Berinzaghi.
Una situazione chiarita nei giorni scorsi dallo stesso marito di Chiara Ferragni, che in un’intervista online pubblicata su Repubblica ha spiegato: “Durante un processo mi è stata posta una domanda dal giudice circa quali beni mobili e immobili siano a me intestati.
Ho risposto la verità, che non ho intestato nulla a nome mio e dunque sono tecnicamente nullatenente perché è tutto intestato alle società della mia famiglia, come avviene per molti imprenditori di questo Paese.
Se avessi detto il contrario, avrei mentito davanti a un giudice compiendo un reato”.
L’affermazione, pronunciata durante un procedimento in cui si stava difendendo da accuse di diffamazione, era stata diffusa dal Codacons, ma dalle analisi effettuate non sarebbe stata rilevata nessuna anomalia nei bilanci presentati dalle sue società.
Fedez risulta titolare solo del 10% di Zedef.








