Mentre ci si avvicina sempre di più alla manovra di Bilancio, arriva un nuovo decreto con una serie di proroghe che riguardano più fronti. Si va dai mutui per gli under36 alle cripto-valute passando dai tempi più lunghi per il cambio ai vertici di Cts e Aifa. Una serie di misure inserite in un primo tempo nel decreto energia varato ieri dal governo, ma che poi, anche per una questione di drafting, sono state inserite in un decreto ad hoc che arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri insieme alla Nadef. Nelle bozze finora circolate non figura, per il momento, la proroga dello smart working per i lavoratori fragili in scadenza il 30 settembre. Il governo sarebbe però al lavoro per trovare le risorse a copertura della misura considerata piuttosto onerosa.
Le proroghe partono dalle agevolazioni per l’acquisto prima casa per gli under36: secondo una bozza del decreto verrebbero concessi, infatti, tre mesi in più, dal 30 settembre al 31 dicembre 2023, per le domande per l’acquisto della prima casa per i giovani con Isee fino a 40mila euro. Più tempo anche per la presentazione delle domande per aderire alla regolarizzazione delle criptovalute detenute fino a tutto il 2021 e sulle quali risultino delle plusvalenze.
Regge, intanto, l’intesa in maggioranza sulla tassa sugli extra-profitti delle banche. Dopo l’accordo raggiunto sull’imposta straordinaria, così come riscritta in un emendamento del governo, il dl asset dovrebbe, infatti, avere giovedì il via libera del Senato. Sull’intero provvedimento, che contiene anche misure sui taxi e i voli low cost (anche in questo caso riscritte dal governo), è probabile che arrivi, comunque, la fiducia. Una scelta che da un lato sigilla l’accordo in maggioranza sulle banche e dall’altro consente di accelerare l’approvazione di Palazzo Madama visto che il provvedimento, atteso anche alla Camera, scade il 9 ottobre.
Nel testo – secondo quanto spiegato dal ministero per l’Agricoltura – sarà inoltre inserito anche un minifondo da 500mila euro a sostegno delle imprese colpite dalla diffusione del granchio blu, a cui si aggiungeranno poi anche altri più cospicui finanziamenti. Lollobrigida ha infatti annunciato l’imminente pubblicazione di un decreto che stanzierà 10 milioni di euro come indennizzo alle imprese per l’acquisto di strumenti di protezione degli allevamenti e per il ripopolamento e la semina delle aree colpite. Fondi che si sommeranno ai 2,9 milioni già stanziati proprio nel decreto asset per lo smaltimento della specie.
Mentre si lavora sui numeri della Nadef e della manovra, arriva peraltro la conferma che saranno stanziate le risorse per il Ponte sullo Stretto. «L’obiettivo» dice il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini «è garantire la copertura necessaria totale per tutte le opere non solo ponte, strade, autostrade, ferrovie, scuole, centri culturali, parchi, in Sicilia, in Calabria per una cifra non superiore ai 12 miliardi spalmata nei prossimi 15 anni», spiega senza specificare però l’ammontare del finanziamento e rimandando ai calcoli della Nota al Def.








