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Ecco le batterie al sale da cucina | Il caso

Il comunissimo sale da cucina e il nichel sfidano il ben più nobile, raro e costosissimo litio nel mercato delle batterie destinate al settore dell’energia rinnovabile.

Che esista questa alternativa basata su materie prime decisamente meno critiche del litio si è accorta anche la Commissione Europea, in cerca di sistemi di accumulo di energia sostenibili che sfruttino commodity abbondanti, più agevolmente reperibili, e possibilmente esterne al mercato cinese.

A produrre le batterie al sodio-nichel è però una sola azienda in tutto il mondo, la svizzera FzSoNick, controllata dello storico gruppo Fiamm, ora Elettra 1938, che produceva le tradizionali batterie per auto (il business è stato venduto a un gruppo giapponese), e ora è uno dei principali produttori di avvisatori acustici, i clacson.

In pratica, per arrivare al nuovo assetto societario Fiamm Componenti Accessori ha incorporato la controllante Elettra 1938 assumendone la denominazione e, attraverso la conversione in capitale proprio di un finanziamento soci, ha poi assunto il controllo di FZSoNick, con una quota del 78%.

FzSoNick ora è pronta ad approfittare del vantaggio competitivo, forte dell’assist di Bruxelles.

“Certo che ci sono stati altri tentativi di realizzare batterie come le nostre da parte di competitors”, spiega Giovanni Fiori, presidente di FzSoNick, a MF-Milano Finanza, “ma uno dopo l’altro hanno rinunciato  perché arrivare a produrle rappresenta una vera sfida tecnologica.

Noi abbiamo iniziato a lavorarci 10 anni fa per poter arrivare al prodotto giusto, investendoci oltre 100 milioni di euro.

Si tratta di una tecnologia complessa, che andava anche ricondotta a costi competitivi per poter essere commerciabile”.

Le difficoltà che FzSoNick si è lasciata ormai alle spalle per arrivare a vendere le sue batterie rappresentano oggi anche una sorta di assicurazione da eventuali affondi della concorrenza.

“L’attenzione della Commissione Europea riaccenderà l’interesse degli altri operatori, questo dobbiamo metterlo in conto”, premette Fiori, “ma ci vorranno anni prima che qualcuno possa veramente proporre un prodotto alternativo a base di sodio e nichel.

E intanto FzSoNick sta andando avanti con la ricerca, per migliorare ulteriormente queste batterie.

L’idea è quella di sviluppare un prodotto basato esclusivamente sul sale, abbandonando anche il nichel”.

Secondo il rapporto della Commissione Itre (Industria, Ricerca ed Energia) del Parlamento Europeo, queste batterie sono considerate tra le più sicure e sostenibili.

“Sono in grado di funzionare anche a temperature estreme e non risultano mai instabili perché sono prive di elementi infiammabili.

In altre parole, è impossibile che esplodano, come invece in condizioni di rischio può succedere con quelle al litio”, precisa Fiori.

“Questo aspetto le rende utilizzabili in ambienti critici come le piattaforme oil & gas e le grandi infrastrutture.

Ma essendo così sicure possono essere impiegate anche per l’uso domestico. Le potenzialità sono infinite”.

L’interesse della Commissione Europea si è acceso ovviamente soprattutto per le applicazioni sul mercato delle rinnovabili, eolico e fotovoltaico.

A proposito delle batterie della controllata di Elettra 1938, infatti, il rapporto Itre le considera ideali per “lo stoccaggio di rete su larga scala, richiesto per l’implementazione di produzione di energia rinnovabile”.

La sostenibilità delle batterie al sodio-nichel, invece, è garantita dal fatto di essere completamente smaltibili e riciclabili al 100%.

“Una volta esaurite non provocano alcun impatto sull’ambiente”, conferma il presidente di FzSoNick, “Addirittura i residui vengono utilizzati per la pavimentazione stradale”.

Guardando al futuro, sottolinea l’Itre, “i mercati basati sulla tecnologia delle batterie agli ioni di litio dovranno affrontare notevoli sfide.

La loro produzione dovrebbe aumentare in misura molto elevata, ed è probabile che la materia prima inizi a scarseggiare nei prossimi anni, a differenza di sodio e nichel”.

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