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Ecco la nuova RC Auto, ma il prezzo non cala | L’analisi

Nessun calo delle tariffe rc Auto, almeno nell’immediato, ma maggiori trasparenza e certezza sull’entità dei risarcimenti, che nel medio termine porteranno inevitabilmente benefici sia ai consumatori sia alle compagnie assicurative.

La nuova tabella unica nazionale sulle macrolesioni, che il mercato assicurativo attendeva da 18 anni per evitare che i tribunale italiani continuino a muoversi in ordine sparso nella definizione dei risarcimenti per la liquidazione del danno non patrimoniale (sia biologico sia morale), scrive MF-Milano Finanza, è finalmente divenuta realtà nell’ultimo Consiglio dei ministri che l’ha approvata su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

«La tabella unica nazionale stabilisce un valore pecuniario certo da attribuire a ogni singolo punto di invalidità (danno biologico, ndr), compreso tra 10 e 100 punti, ed è integrata da tre ulteriori tabelle sul risarcimento del danno morale», hanno spiegato dal ministero. «È stata elaborata tenendo conto di tre aspetti che concorrono a stabilire il valore pecuniario del risarcimento al danneggiato: danno biologico permanente, ovvero lesione permanente dell’integrità psico-fisica della persona, il cui valore economico varia anche in base all’età del soggetto leso; danno morale (sofferenza psicologica interiore, ndr); danno biologico temporaneo (inabilità temporanea, ndr)».

Il valore del primo punto di invalidità è stato fissato a 939,78 euro ma il provvedimento, dicono gli operatori del settore, non avrà l’effetto di fermare la corsa dei prezzi delle polizze RcAuto che si registra da mesi a causa della spinta inflativa e che, secondo gli ultimi dati Ivass, è stata in media del 7,1% a novembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Non solo; prima della sua entrata in vigore sarà necessario un passaggio al Consiglio di Stato. Il fatto è che la nuova tabella, rispetto a quella del Tribunale di Milano che è da sempre punto di riferimento del mercato, prevederebbe risarcimenti più contenuti per le lesioni meno gravi ma più alti per quelle più gravi. Alla fine sarebbe quindi un gioco a somma zero, mentre le compagnie in questi mesi stanno continuando a utilizzare la leva tariffaria alzando i prezzi per riequilibrare il ramo Rc Auto che in molti casi registra un combined ratio superiore al 100%, con i sinistri e i costi che superano quindi i premi incassati.

Nel medio periodo la nuova tabella potrà però contribuire evidentemente a rendere più efficiente il mercato e magari a rendere più contenuti i premi. Grazie alla tabella unica nazionale le imprese assicurative potranno per esempio evitare di dover accantonare riserve per sinistri che in passato erano incerti, con benefici anche sulle tariffe e quindi sugli assicurati. E si tratta di un provvedimento che si inserisce all’interno di un più ampio percorso di riforma strutturale del settore assicurativo cui il governo sta lavorando, ha aggiunto Urso commentando il provvedimento. Intanto però le compagnie restano convocate dal Garante per la sorveglianza sui prezzi con una riunione fissata per il 14 febbraio proprio per spiegare le dinamiche che hanno portato ai recenti rincari registrati da Ivass.

Va comunque ricordato che gli aumenti tariffari sono arrivati dopo che negli ultimi nove anni il prezzo delle polizze RcAuto era sceso in maniera pressoché costante. Anni in cui il costo medio delle copertura italiane si era avvicinato a quelle degli altri Paesi europei riducendo un divario che aveva dato alla Penisola il curioso primato di mercato RcAuto più caro del Vecchio Continente.

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