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Ecco dove è impantanato il Pnrr | L’analisi

“Finito solo il 2,1% dei progetti, 2.008 in tutto, dell’attuazione del PNRR, a livello territoriale, i Comuni sono i più impegnati con 63.500 progetti da gestire su 96.082 finanziati, per 24,5 miliardi su 47,5; le regioni gestiscono 29.049 interventi per 18,2 miliardi; soltanto il 12,1% dei progetti (2.008 in tutto) risulta concluso, oltre il 75% è in fase di esecuzione, il resto in fase di collaudo; dato atto del superamento dei ritardi iniziali, rimangono lievi ritardi sulla metà dei progetti ma si confida su un’accelerazione per i prossimi mesi.

È quanto si legge nella delibera n. 22 della Sezione autonomie della Corte dei conti che fa il punto (al 28/8/2025) sull’attuazione del PNRR a livello di enti territoriali.

Analizza il documento Italia Oggi.

“Nel documento, di oltre 118 pagine oltre agli allegati, si dà conto della gestione finanziaria, dell’evoluzione della spesa e della rendicontazione dei progetti degli enti territoriali, non senza quale elemento di preoccupazione “legata ai tempi di completamento degli interventi che emerge dal controllo effettuato dalle Sezioni regionali, pur in presenza di situazioni eterogenee”.

La Corte evidenzia come “i dati sul rispetto del cronoprogramma indicano la presenza di lievi ritardi per circa la metà dei progetti, con una media ponderata dei tempi di realizzazione che, nella maggioranza dei casi, evidenzia tuttavia un recupero dei ritardi iniziali durante la fase in corso, lasciando presupporre un’accelerazione nella realizzazione del cronoprogramma da parte dei soggetti attuatori, in vista delle scadenze prefissate”.

Venendo al bilancio al 28 agosto 2025, la delibera conferma che i Comuni sono le amministrazioni più impegnate sia per numerosità di progetti (63.530 sui 96.082 finanziati, anche solo in parte, con risorse PNRR), sia per volumi finanziari (24,5 miliardi su 47,5 totali).

Regioni e Province autonome gestiscono risorse relative a 29.049 interventi, per un importo lievemente inferiore ai 18,2 miliardi e con un costo medio per intervento generalmente più elevato rispetto alle realizzazioni comunali.

Nella delibera si mette in luce che “gli enti locali costituiscono la struttura portante del PNRR in termini di diffusione numerica e capillarità degli interventi, mentre le Regioni presidiano ambiti strategici nei quali è indispensabile un coordinamento sovracomunale, in particolare ambiente, coesione e sanità”.

La maggior parte dei progetti si concentra nel Mezzogiorno, che assorbe il 44% dei finanziamenti.

La Corte dei conti segnala un “un avanzamento meno rapido (30,1%) dei progetti legati all’attuazione di lavori pubblici, che assorbono la quota maggiore di risorse (circa 40 miliardi, pari al 68%), in virtù della loro complessità realizzativa e della connessa dilatazione dei tempi di esecuzione”.

L’acquisto o la realizzazione di servizi (seconda voce per importi, pari a 11 miliardi di euro), presenta un utilizzo di risorse pari al 37,8%.

Il livello di utilizzo per la concessione di contributi è del 41%, quello per l’acquisto di beni è pari al 44,9%.

Le realizzazioni, specifica la magistratura contabile, possono aver risentito dell’andamento dei trasferimenti dalle amministrazioni titolari che, alla data di osservazione, hanno erogato ai soggetti attuatori 11,9 miliardi di euro.

Il confronto tra pagamenti degli enti a valere sul PNRR (15,1 miliardi) e trasferimenti ricevuti evidenzia, inoltre, come il comparto degli enti territoriali abbia anticipato oltre 3,2 miliardi.

L’analisi dell’avanzamento procedurale (ristretta a 42.867 progetti per 5,8 miliardi) evidenzia che la maggioranza degli interventi si colloca nelle fasi di esecuzione (32.311 progetti, pari al 75,4% del totale) e in quelle di collaudo/verifica di regolare esecuzione (10.289 progetti, pari a circa il 24%). 2.008 sono i progetti conclusi (2,1%).

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