Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Ecco chi vince lo scudetto del bilancio | L’analisi

Ieri è calato il sipario su quello che da molti viene ancora considerato come “il campionato più bello del mondo”.

La Serie A ha già incoronato, con giornate di anticipo, il suo vincitore: l’Inter.

Ma se da un lato c’è il netto verdetto sportivo dei vinti e vincitori a comporre la classifica del calcio italiano, dall’altro c’è un diverso campionato non meno significativo: quello dei conti dell’azienda-calcio.

E qui tutto si ribalta, quasi un mondo alla rovescia.

Dove l’Inter che vince sul campo perde clamorosamente sul piano dei bilanci.

L’Inter patisce in questi giorni un cambio di proprietà con l’indebitato Steven Zhang costretto a gettare la spugna agli americani di Oaktree.

MF-Milano Finanza ha costruito così la nuova classifica della serie A in base ai bilanci societari, graduatoria che muta diametralmente rispetto a quello sportiva.

Come parametro principale c’è il rapporto tra debiti e ricavi che indica per approssimazione la sostenibilità finanziaria dei club.

L’unica avvertenza, doverosa, è che le squadre pubblicano gran parte dei bilanci a giugno, alla chiusura della stagione sportiva, e i conti pubblici sono pertanto quelli della scorsa stagione.

Guardando la classifica dei virtuosi e viziosi sul fronte dei conti ecco che l’Inter, oberata da oltre 800 milioni di debiti totali, scivola agli ultimi posti: tra questi 800 c’è il famoso bond da 415 milioni in scadenza nel 2027, per il quale però, ha assicurato la società, non è scattata alcuna clausola legata al possibile rimborso anticipato, nonostante il cambio dell’azionista di controllo.

In compagnia dei nerazzurri ci sono altre big come Roma e Juventus, che pur in questa stagione sul campo hanno posizioni alte di classifica.

La società giallorossa ha più di 600 milioni di debiti, ma va detto che poco meno della metà sono verso la proprietà dei Friedkin.

Al contrario tra i club con una sana gestione aziendale, in cui i debiti sono sotto controllo rispetto ai fatturati generati, spiccano squadre come Fiorentina, Empoli, Atalanta e Milan.

Oltre a Napoli e Bologna.

I debiti per non portare al crac le società, come per le normali aziende, devono essere supportati da flussi di cassa e da margini positivi di reddito.

Le squadre di calcio, come avviene da anni, non producono margini a sufficienza.

Nella Fiorentina la sana gestione aziendale si vede eccome, con debiti per soli 78 milioni su 148 milioni di ricavi, ma non solo: l’accortezza nella gestione è accompagnata da una forte solidità patrimoniale con capitale netto per ben 293 milioni a giugno 2023.

Di fatto il club toscano risulta il più capitalizzato d’Italia.

Un’altra virtuosa, quanto a livello di patrimonio netto, è il Milan, che sotto la gestione Elliott (prima) e Cardinale (poi) ha molto migliorato le performance aziendali: il club rossonero ha chiuso l’ultimo bilancio tornando in utile per 6 milioni, dopo la perdita di 66 milioni del 2022.

Anche Atalanta e Napoli mostrano forte solidità finanziaria: il patrimonio netto del club bergamasco, gestito per anni dalla famiglia Percassi, che ha ceduto una quota di maggioranza a Stephen Pagliuca, era a giugno del 2023 di 185 milioni, più che sufficienti a fronteggiare un debito più basso dell’equity per soli 133 milioni.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.