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Daniele Franco (ministro Economia): «Gli investimenti privati devono affiancare quelli pubblici per stabilizzare la ripresa del Paese»

L’Italia vive un periodo di “forte ripresa” economica, tant’è che il Pil sarà superiore al 6% nel 2021, ma per una crescita stabile e forte è necessario che, alle risorse per investimenti pubblici messi in campo dal governo, si affianchino investimenti privati sostenuti dal sistema bancario.

Il Pnrr darà una spinta fondamentale allo sviluppo economico, per questo è necessario rispettare i tempi previsti per le riforme e spendere in maniera efficace i fondi a disposizione. Il successo del Pnrr è inoltre cruciale per dare nuovo impulso all’integrazione europea. È quanto spiegato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, durante il suo intervento al Rome investment Forum 2021 organizzato dalla Febaf.

Per una ripresa solida gli investimenti sono fondamentali, ma quelli pubblici da soli non bastano, sono cruciali anche gli investimenti privati; “per questo la manovra introduce misure per stimolare gli investimenti privati con l’aiuto del settore bancario, a supporto dell’economia reale”, ha spiegato Franco aggiungendo che “con le risorse in manovra e con le risorse dalla Ue, nel 2021 sono stati stanziati 325 miliardi per investimenti pubblici nel periodo 2022-2036. Ma una grandissima quantità di risorse non può garantire il successo”. I “fondi vanno usati per tempo e in maniera efficace. Serve una buona pianificazione”.

Il successo del Pnrr italiano, ha messo in evidenza il ministro, non “sarà di beneficio solo per l’Italia ma anche per l’Ue, rafforzando la coordinazione nei prossimi anni. Se dovessimo fallire ci sarebbe l’effetto contrario. L’Italia ha quindi una doppia responsabilità: una politica, oltre che economica, nel processo di integrazione europea”.

Franco ha ricordato come nella realizzazione del Pnrr “il tempo è una variabile importante. Al momento abbiamo raggiunto 35 tappe milestone” delle 51 prefissate dal piano da raggiungere entro l’anno. Rispettare le scadenze è “cruciale” perché’ legate “all’esborso delle risorse”.

Dopo il crollo del Pil 2020, che peraltro seguiva “un quarto di secolo di crescita debole, per l’Italia il Pnrr è una opportunità importante”. Il Pnrr italiano è “fra i più ambizioni in termini di obiettivi”, ha affermato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, mettendo in evidenza che il Pnrr rappresenta per l’Italia “un’opportunità unica che non possiamo permetterci di perdere”, anche se non c’è ancora una “consapevolezza” diffusa del fatto che si tratta di una “missione nazionale”.

“Partiti, sindacati, industria e società civile” devono affrontare questa sfida con uno spirito unitario. Sulle prospettive di crescita, “siamo riusciti a riprenderci bene nel secondo trimestre, grazie alla domanda interna e alla ripresa delle economie e ora stiamo passando alla fase espansiva. Nel primo semestre del prossimo anno saremo ai livelli pre-pandemia”, ha continuato il commissario Ue avvertendo sulla possibilità che ci sia “un rallentamento dovuto alla prossima ondata e alle varianti, ma anche a causa dell’inflazione che cresce e al rallentamento della catena di approvvigionamento”.

Si tratta di “fattori legati ad aggiustamenti post pandemici che potrebbero essere transitori. Ma la vigilanza rimane importantissima per non vanificare” i risultati raggiunti. Le restrizioni anti Covid decise negli ultimi giorni da alcuni Paesi Ue “avranno un certo impatto sull’economia, specie nei servizi anche se nulla di simile rispetto al lockdown dello scorso anno”, ha precisato Gentiloni spiegando che “negli ultimi giorni abbiamo visto un incremento dei casi con la nuova variante Omicron e dobbiamo stare ancora molto attenti e il livello di guardia deve rimanere alto senza panico.

Bisogna aspettare le prossime due settimane per comprendere quale sia l’impatto di questa nuova variante”. “L’Italia -ha sottolineato- è tra i paesi leader per la vaccinazione e per la capacità di gestire l’ondata virale che ci aspetta”, ha concluso.

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