La produzione industriale tedesca è crollata del 3,1% a dicembre rispetto a novembre, molto più di quanto generalmente previsto, con la produzione nei settori ad alta intensità energetica che, ancora una volta, è scesa in modo significativo.
Su base annuale, il dato è sceso dello 3,9%. La lettura congiunturale ha deluso il consenso degli economisti che attendevano un calo più modesto dello 0,6% m/m. L’output del comparto manifatturiero è sceso del 2,1% rispetto al mese precedente, mentre quello del settore costruzioni è calato dell’8% m/m.
Per Ralph Solveen, economista senior di Commerzbank, il calo della produzione industriale tedesca è stato in parte dovuto a fattori particolari come la coincidenza del periodo natalizio e il clima relativamente freddo e “a fronte di cio’ e’ lecito aspettarsi una certa contro-mossa a gennaio”.
Tuttavia, spiega l’economista di Commerzbank, alla luce della continua tendenza al ribasso degli ordini in entrata, “è sempre più probabile che il valore aggiunto dell’industria si riduca nei prossimi mesi”.
Come sottolinea anche Franziska Palmas, senior Europe economist di Capital Economics, il calo del 3,1% su base mensile è superiore alle attese e segna uno delle contrazioni mensili della produzione più forti degli ultimi anni.
Detto questo, “i dati tendono ad essere volatili e sono soggetti a revisioni, per cui non vorremmo leggere troppo nei risultati di un solo mese”, afferma Palmas. “Tuttavia, il calo di dicembre potrebbe essere un primo segnale del fatto che l’industria tedesca, dopo essere stata abbastanza resistente durante l’anno scorso, sta finalmente subendo la piena forza della crisi energetica”.
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