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Cresce l’interesse per l’argento, possibile sintomo di difficoltà dell’ordine monetario | Lo studio di Banca del Fucino

Tra gennaio 2025 e lo stesso mese del 2026, il valore dell’argento è cresciuto di oltre il 190%, un rally di maggiori dimensioni persino rispetto a quello dell’oro e molto più accentuato nell’ultima parte dell’anno.

L’argento ha così raggiunto i massimi storici di valutazione, e il prezzo, a giudizio di diversi analisti, continuerà a salire.

Il trend di crescita desta interesse innanzitutto perché costituisce una significativa discontinuità rispetto al passato: fatta eccezione per il triennio successivo alla crisi del 2008, era dal 1980 che l’argento non conosceva aumenti di questa portata.

È quanto emerge da uno studio di Banca del Fucino, dal quale si evince come l’argento, nel corso dell’ultimo triennio, sia stato coinvolto nella dinamica rialzista che ha caratterizzato i metalli preziosi e innanzitutto l’oro.

Una dinamica, a sua volta, innescata dalla crescente incertezza dei mercati riguardo lo standing internazionale del dollaro e, dunque, l’intero sistema monetario su di esso costruito.

In assenza di valute in grado di sostituire la divisa Usa nel ruolo di moneta egemone, i mercati si sono rivolti all’oro, e più in generale ai metalli preziosi – argento compreso.

Vedendo rientrare l’argento in un range di valori ben più elevato che in precedenza, alcune banche centrali hanno iniziato a guardare al metallo bianco non più come a una semplice commodity, bensì come a un asset da inserire nelle riserve ufficiali.

È questo il caso della Russia in particolare, e in misura minore dell’Arabia Saudita.

Ciò ha comportato un’ulteriore pressione rialzista sui prezzi del metallo bianco.

Considerando questi rivolgimenti, l’accelerazione della crescita del prezzo dell’argento sul finire del 2025 appare certamente più comprensibile.

Essa è però stata tanto rapida e accentuata da permettere il costituirsi di un rilevante differenziale di prezzo tra i mercati anglo-statunitensi e quelli dell’area asiatica.

In prospettiva, quello del metallo bianco potrebbe rivelarsi un semplice episodio, senza portare a conseguenze durature e significative sui mercati.

Nondimeno, esso è degno di particolare attenzione per almeno quattro motivi:

La forte crescita del prezzo dell’argento è innanzitutto un sintomo delle difficoltà crescenti dell’ordine monetario incentrato sul dollaro Usa;

Il prezzo dell’argento appare destinato a crescere ulteriormente;

Lo scenario al quale andiamo incontro sarà verosimilmente caratterizzato da una volatilità ben più persistente e marcata rispetto al passato;

Il caso dell’argento pone inoltre in luce un’altra importante novità rispetto – almeno – agli ultimi vent’anni: un crescente interventismo da parte delle autorità pubbliche nel normale funzionamento dei mercati.

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