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“Collaborazione, tracciamento, isolamento”: il vademecum dell’Iss per la ripartenza della scuola

A pochi giorni dall’inizio della scuola, fissato per il 15 settembre, l’Istituto Superiore della Sanità rilascia le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Il rapporto, stilato con il contributo di Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto, indica come comportarsi in caso di positività da Sars-Cov-2 di alunni e operatori scolastici, sia a scuola che a casa. Il protocollo tenta di schiarire le nubi a ridosso del giorno di partenza dell’anno scolastico, messo in dubbio dall’impennata di contagi degli ultimi giorni. 

Lo scenario di ripartenza della scuola manifesta molte incertezze. I dati attuali non permettono al momento di realizzare “una realistica valutazione della trasmissione di SARS-CoV-2 all’interno delle scuole nel contesto italiano”, il che rende allo stesso tempo non predicibile “il livello di trasmissione (Rt) al momento della riapertura a settembre”. I casi di positività in aumento da fine luglio e la decrescita dell’età media dei casi, con relative poche ospedalizzazioni causate da Covid-19, sono caratteristiche nuove alla valutazione di un virus in continuo mutamento. Si deciderà man mano insomma, valutando caso per caso e puntando soprattutto sulla “migliorata capacità dei sistemi di prevenzione nell’identificare rapidamente i focolai, isolare i casi e applicare misure di quarantena ai contatti dei casi”. 

Fondamentale sarà il tracciamento e il gioco di squadra tra famiglie, operatori sanitari e personale scolastico. Dopo le polemiche per l’introduzione dell’applicazione per smartphone “Immuni”, il rapporto dell’ISS rimarca ulteriormente la fondamentale importanza del tracciamento e del reperimento di informazioni per combattere il Covid-19. A partire dalla misurazione della temperatura, che ogni giorno le famiglie dovranno effettuare nei confronti dei propri figli. Ogni istituto avrà un referente scolastico formato sulle procedure Covid-19, un sistema flessibile per la gestione della numerosità delle assenze per classe e un registro degli alunni e del personale che riporti ogni contatto, nell’ambito didattico tra gli alunni e personale di classi diverse.  

La parola d’ordine, in caso di sintomatologia di un alunno o di un operatore scolastico a scuola, è isolare. In caso di alunno con sintomi di Covid-19 in classe, il procedimento da seguire prevede prima di tutto l’isolamento in zona sicura dell’alunno munito di mascherina accompagnato dall’operatore scolastico, anch’esso munito di mascherina. Sarà la famiglia poi, chiamata dalla scuola, a prelevare l’alunno e ad allertare il Pediatra o il Medico di medicina generale per accertare il caso clinico ed eventualmente richiedere il tampone, a cui il Dipartimento di prevenzione dovrà provvedere.  

In caso di positività del tampone “si notifica il caso” e “si avvia la ricerca dei contatti”. A tal proposito il referente scolastico per COVID-19 dovrà poi fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe e degli insegnanti del caso confermato, “che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi”. Dopo quest’attività di “contact tracing” si valuteranno le necessarie misure di contenimento, tra cui eventualmente la quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. 

Come riferito dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, “la ripresa della scuola in massima sicurezza è una priorità”. Nelle dichiarazioni rilasciate ad Agenzia Nova, Brusaferro si è soffermato sull’importanza del protocollo stilato, “frutto di un impegno condiviso tra molte istituzioni nazionali, Regioni e Province Autonome” in quanto “la necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese”. Per questo, in vista di un’ipotetica seconda ondata autunnale di contagi “è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definiti per garantire la continuità”. 

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