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Christine Lagarde, presidente della Bce: “L’ascesa della Cina ha distrutto l’equilibrio globale”

“La straordinaria ascesa della Cina ha trasformato l’equilibrio di forze all’interno dell’ordine commerciale che non è stato costruito per una grande potenza il cui modello di crescita potesse generare surplus commerciali sufficientemente ampi da rimodellare la politica dei suoi partner”.

Lo ha sottolineato la presidente della Bce Christine Lagarde in un discorso tenuto in occasione dell’assegnazione del Wolfgang Friedmann Memorial Award 2026 presso la Columbia Law School di New York.

Alla luce di questo cambiamento – ha osservato – “gli Stati Uniti, che avevano garantito il sistema per decenni, hanno iniziato a perdere fiducia nel fatto che le regole stessero lavorando a loro favore. E quando il garante di un ordine inizia a dubitarne, l’ordine è nei guai”.

“Ma sarebbe sbagliato concludere che siamo condannati a tornare indietro” – ha aggiunto Lagarde ricordando come – “il mondo rimane profondamente interconnesso. Quasi la metà di tutto il commercio continua a essere incastonato nelle catene del valore globali, vicine al suo picco storico”.

“Le istituzioni multilaterali che non possono riformarsi perderanno legittimità” – ha spiegato la presidente della Bce ricordando che comunque – “il Wto non ha perso la sua rilevanza: il 70% del commercio globale è ancora gestito secondo le sue regole. E gli stessi Stati Uniti hanno presentato proposte concrete di riforma” dell’Organizzazione, ha ricordato.

“Dal 2008, il numero degli accordi bilaterali e regionali è più che raddoppiato, raggiungendo quota 375 lo scorso anno. Alcuni sostengono che ciò indebolisca il multilateralismo. Io – ha spiegato Lagarde – sostengo il contrario. Ogni accordo è la prova che la cooperazione funziona ancora”.

Ricordando il vertice di marzo in Camerun in cui si discuterà del futuro dell’OMC la presidente della Bce ha indicato che qualunque progetto di riforma “deve affrontare il problema dell’equità: è sempre più insostenibile che un paese come la Cina rivendichi esenzioni pensate per paesi molto più poveri”.

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