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Capodimonte, Giovanni Lombardi nel nuovo cda: ha portato le imprese al museo | L’analisi

Il ministro Giuli rinnova il consiglio di amministrazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Tra i nomi spicca quello dell’industriale napoletano fondatore di Tecno, da anni anima dell’Advisory board e regista di restauri e acquisizioni che hanno arricchito le collezioni

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha un nuovo consiglio di amministrazione.

Il decreto porta la firma del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e sostituisce l’organismo nominato nel 2021, giunto alla scadenza del suo mandato quinquennale.

A presiederlo sarà, come prevede la norma, il direttore del museo, Eike Schmidt.

Accanto a lui siederanno Giovanni Lombardi e Antonio Senatore, scelti dal ministro; l’architetto Salvatore Onofaro, nominato d’intesa con il ministro dell’Economia e delle finanze; la storica dell’arte Giovanna Alberta Campitelli, indicata dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.

I consiglieri resteranno in carica cinque anni dalla data del decreto e potranno essere confermati una sola volta.

La nomina più significativa

Come sottolinea Il Mattino, la nomina più legata alla storia recente del museo è quella di Giovanni Lombardi.

Industriale napoletano, Lombardi ha fondato nel 1999 e presiede Tecno, società oggi quotata in Borsa che si occupa di efficienza energetica, sostenibilità e digitalizzazione per le imprese.

Un percorso imprenditoriale che ha scelto di restare radicato a Napoli e che, negli anni, si è intrecciato in modo sempre più stretto con la vita culturale della città.

Il legame con Capodimonte passa soprattutto dall’Advisory board, l’organismo che il museo ha istituito affidandone la presidenza proprio a Lombardi.

Il compito era chiaro: affiancare la direzione nella raccolta di fondi in Italia e all’estero e costruire un ponte stabile tra il museo e il mondo delle imprese.

Una formula ispirata ai grandi musei americani, che a Napoli ha trovato in Lombardi il suo interprete più convinto.

Dal Tiepolo al Tiziano

Il suo impegno, ricostruisce Il Mattino, era cominciato ancora prima, con il progetto «Rivelazioni» di Borsa Italiana, che invita le imprese ad adottare e restaurare opere d’arte.

Grazie a quel programma Tecno ha finanziato nel 2018 il restauro del «San Domenico che istituisce il Rosario» di Tiepolo, appartenente alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

A Capodimonte la società ha sostenuto il restauro del «Ritratto di Pier Luigi Farnese in armatura» di Tiziano, uno dei capolavori del museo, esposto a Roma nel 2021 in occasione del G20 della cultura.

Il mecenatismo di Lombardi non si è fermato ai restauri.

Coordinando altre imprese napoletane, ha acquistato e donato alle collezioni la Coppa Flora di Vincenzo Gemito, riportando a Napoli un’opera simbolo della sua tradizione artistica.

Inoltre ha acquistato personalmente a Madrid il ritratto di Carlo III di Borbone, il sovrano che volle la Reggia di Capodimonte, donandolo al museo.

Gesti che raccontano un’idea precisa: il patrimonio culturale come bene comune, che l’impresa ha il dovere di custodire e restituire al territorio.

Con l’ingresso nel consiglio di amministrazione, Lombardi passa dal ruolo di sostenitore esterno a quello di protagonista delle scelte di governo del museo.

Una promozione che premia un modello, quello della collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, che proprio a Capodimonte ha dato alcuni dei suoi risultati più visibili.

Gli altri componenti

Completano il consiglio profili di lunga esperienza.

Alberta Campitelli, storica dell’arte e museologa, ha diretto l’Ufficio Ville e parchi storici del Comune di Roma, guidando i restauri di Villa Borghese e Villa Torlonia; ha firmato tra l’altro «Villa Borghese. Da giardino del principe a parco dei romani» e, nel 2024, «Gli horti dei papi», dedicato ai Giardini Vaticani.

Salvatore Onofaro, architetto, è stato componente del Consiglio di gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane e del direttivo dell’Anci Campania.

Antonio Senatore è un manager con una consolidata esperienza nella direzione di imprese e progetti complessi nei settori della cultura, del turismo e dello sviluppo territoriale, oggi impegnato nella valorizzazione del patrimonio archeologico in Calabria.

Una squadra che unisce competenze scientifiche, gestionali e imprenditoriali, chiamata ad accompagnare uno dei musei più importanti d’Italia nei prossimi cinque anni.

L’obiettivo lo sintetizza il titolo scelto da Il Mattino: “Valorizziamo il museo”.

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