“Capisci il valore dell’acqua, quando il pozzo di casa si secca, si soleva dire. Capisci il valore della pace, ora che tutto il Medio Oriente è nuovamente in guerra”, commenta Riccardo Redaelli su Avvenire.
“Un conflitto che la Repubblica islamica dell’Iran, in modo del tutto prevedibile, ha deciso di regionalizzare attaccando le monarchie arabe del Golfo in risposta al bombardamento deciso da Israele e Stati Uniti per eliminare la Guida Suprema, l’anziano ayatollah Ali Khamenei, e insieme a lui le strutture politiche e militari, nella speranza di provocare il collasso del sistema.
Speranza che rischia di essere velleitaria, dato che l’Iran, al momento, risponde colpo su colpo.
Per la seconda volta, dunque, Trump attacca l’Iran mentre sono in corso i negoziati: il danno alla reputazione residua di Washington non va sottostimato, perché è difficile immaginare che altri si fideranno delle parole di questa amministrazione.
Ma intristisce anche l’atteggiamento europeo – con minime eccezioni – che condanna giustamente l’attacco iraniano alle monarchie arabe del Golfo, ma tace sulla mancanza di legalità delle operazioni israelo-statunitensi.
Per di più, l’uccisione di Khamenei non è detto sia un colpo mortale al sistema di potere iraniano (il famigerato Nezam).
Anzi: l’anziana Guida – che ha governato per decenni con crudele brutalità sopra una popolazione che per lo più lo detestava – serve ai Pasdaran e alle nuove leve del potere più da morto che da vivo.
Ora è un martire da vendicare, mentre da vivo era un freno alla scalata del potere da parte della nuova generazione.
L’idea di “tagliare la testa del serpente” per far cadere tutto il Nezam, dimostra quanto poco lo si capisce in Occidente.
Perché dopo le sconfitte e i colpi subiti, il sistema di potere islamico sarà anche uno zombie, come è stato detto, ormai al collasso economico e privo di legittimità popolare.
Ma come tutti gli zombie nei film hollywoodiani, pericoloso ed estremamente resiliente.
Da tempo a Teheran si erano preparati a questi colpi devastanti che non sono in grado né di intercettare né di prevenire.
E quindi hanno risposto con la duplicazione dei centri di comando, con la delega ai sottoposti, con gli automatismi delle risposte dai vari comandi locali”.








