Mercato immobiliare ‘a due velocità’, nella Penisola: se, infatti, nel 2022 sono andate verso il basso le compravendite di case (in decremento di quasi il 6%, rispetto all’anno precedente), il sole ha continuato a splendere sul segmento delle abitazioni di lusso, quelle, cioè, del valore di oltre un milione di euro, in ascesa del 9%.
Nel frattempo, è proseguito il “rallentamento” dei mutui, fenomeno “destinato sicuramente a protrarsi anche per tutto il 2023”, sebbene siano saliti di quasi il 10% i finanziamenti rivolti agli under35.
È quanto messo nero su bianco dai notai nei loro Dati statistici, che evidenziano come la passata annualità si sia distinta ancora per l’aumento dei prezzi degli immobili abitativi: il valore medio di scambio è stato di 158.074 euro (nel 2021 era di 155.118) ed il 41,82% delle prime case acquistate – sfruttando le agevolazioni fiscali ‘ad hoc’ – da un privato (119.515) ha un valore inferiore a 99.000 euro.
E solamente lo 0,36% (1.028) costa più di un milione.
Le cifre diffuse dai professionisti testimoniano, poi, come il “mattone” continui ad essere attrattivo per le giovani generazioni, visto che in Italia chi rientra nella fascia anagrafica tra i 18 ed i 35 anni ha portato a termine la porzione più alta delle compravendite di fabbricati, “pari al 28,57% del totale delle contrattazioni, registrando anche una leggera crescita, al confronto con quanto accaduto nel 2021 (quando il dato era pari al 27,09%)”; inoltre, risulta vantaggioso dotarsi delle sospirate “quattro mura” di proprietà grazie agli incentivi, tanto che, si legge nel documento, l’acquisto delle case “è stato fatto, usufruendo delle facilitazioni previste per la prima abitazione nel 53,12% dei casi (nel 2021, però, la percentuale era del 56,05%)”.
Seppur col freno tirato, i mutui sono stati “superiori a quelli registrati pre-pandemia (oltre 435.000 mutui nel 2022, a fronte di circa 396.000 nel 2019)” e, viene precisato, s’è registrata “una battuta d’arresto rispetto al 2021, anno in cui ne erano stati registrati oltre 448.000”.
Complessivamente, infine, le banche hanno erogato per finanziamenti ipotecari quasi 71 miliardi, in uno scenario che ha visto, nel secondo semestre del 2022, un decremento del 16% rispetto alla parte iniziale dell’anno e la (contestuale) diminuzione del numero di operazioni svolte tramite gli istituti di credito.








