Negli ultimi anni le aste immobiliari hanno acquisito un ruolo sempre più significativo nel mercato immobiliare italiano, considerato anche che i prezzi di aggiudicazione sono del 40% inferiori rispetto al mercato tradizionale. Dall’analisi condotta da Immobiliallasta.it (Reviva), piattaforma di riferimento per chi cerca un immobile in asta, che ha esaminato 18.000 procedure e 31.000 lotti aggiudicati in asta dal 2019 a oggi, emerge che sul territorio nazionale la media di aste necessarie per vendere un immobile è di 2,2.
Nello specifico il report evidenzia che alcuni tipi di proprietà richiedono un maggiore numero di aste per ottenere l’aggiudicazione: i conventi e i convitti o istituti similari richiedono una media di 3,7 aste, mentre i fabbricati per attività agricole e le case di cura e gli ospedali registrano una media di 3 aste. Lo scenario cambia quando si tratta di abitazioni di classe economica e abitazione tipo ville che vengono aggiudicate con una media di 2 aste, la media cala invece per le abitazioni di tipo signorile che si aggira all’1,9.
L’andamento del numero di aste non varia solo a seconda della tipologia di immobile ma si registrano differenze anche su base regionale. L’indagine di Immobiliallasta.it evidenzia infatti che la media di aste per aggiudicarsi gli immobili residenziali si attesta a 1,6 in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Emilia Romagna, crescono invece con una media di 2,8 aste in Molise, Abruzzo e Basilicata.








